Bocciata la Legge Fini-Giovanardi che faceva di tutte le erbe un fascio
Pubblicato da

Bocciata la Legge Fini-Giovanardi che faceva di tutte le erbe un fascio

La Corte Costituzionale ha bocciato la legge Fini-Giovanardi, per intenderci quella che equiparava “a fini sanzionatori” le droghe leggere a quelle pesanti, generando un aumento spropositato di condanne e carcerazioni.
Una legge che, elevando la soglia penale, prima compresa tra due e sei anni, per chi spacciava hashish, prevedeva una pena da sei a venti anni, più una multa che variava tra i 26mila ed i 260mila euro.
A seguito dell “stop” da parte degli organi Costituzionali, torna quindi in vigore la legge precedente, ossia la Iervolino-Vassalli come modificata dal referendum del 1993, la quale prevede pene più miti per le droghe leggere.

La legge Fini-Giovanardi è stata bloccata dalla Cassazione a seguito della violazione dell’articolo 77 della Costituzione, perché nel 2006, nella legge di conversione del decreto, furono inseriti molti emendamenti che erano estranei all’oggetto e alla finalità del testo di partenza.

Una tale decisione dovrebbe portare ad una serie di benefici di non poco conto, soprattutto per quanto riguarda il sovraffollamento delle carceri e l’alleggerimento delle procedure processuali in corso. Si pensi che alla fine del 2013 su 23mila imputati ben 8mila erano in attesa di giudizio per violazione della legge sugli stupefacenti, mentre su oltre 40mila condannati, circa 15mila erano in carcere per lo stesso tipo di reati.

Giudizi negativi, come era scontato, dalle varie formazioni di centrodestra, mentre nel campo avverso si plaude al pronunciamento della Consulta che “fa chiarezza su una legge, che ha prodotto più carcere e discriminazione”. Secondo il centrosinistra è necessario ora l’intervento del Parlamento per varare una norma che distingua tra droghe pesanti e droghe leggere; questo consentirebbe anche la legalizzazione della cannabis a fini terapeutici (ad esempio per la sclerosi multipla), un argomento quest’ultimo molto dibattuto e già affrontato da diverse Regioni e Comuni, come nel recente caso della Delibera dell’Amministrazione del capoluogo piemontese, che ha invitato anche la Regione Piemonte a concedere l’utilizzo di farmaci a base di cannabinolo.

0 0 1562 13 febbraio, 2014 Senza categoria febbraio 13, 2014

Sull'Autore

Giornalista, insegnante, webwriter

Visualizza tutti gli articoli di Paolo Somà

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

ADS

DOMINI

CERCA SUL SITO

Spot