Mondiali di Calcio. Comunicazione, Speculazione, emozioni, Contusioni e Qualificazioni
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Mondiali di Calcio. Comunicazione, Speculazione, emozioni, Contusioni e Qualificazioni

La Sociologia dello Sport non può esimersi dal fare il parallelo con le Relazioni intercomunitarie o tra Stati quando si tratta di una Competizione Internazionale. I popoli sono spesso messi di fronte alla propria storia con la possibilità di pacificare con lo sport dei rapporti che la politica ha avvelenato. Anche i Brasiliani si sono prestati al gioco della stampa mondiale di vedere l’una di fronte all’altra La Francia e la Germania, le due locomotive dell’Europa Unita, Vicini diffidenti l’un dell’altro che non hanno mai perfettamente lenito le piaghe delle guerre che le hanno viste nemiche con l’impatto che conosciamo sul Mondo.

È l’occasione di comprendere la differenza tra Popoli Esclusivi e popoli inclusivi dove la variante dell’aggressività come indole culturale differisce. Il Brasile offre ai telespettatori la trascrizione di ogni inno Nazionale ed è curioso notare già dall’inno quanto possono essere guerrafondaie le Grandi Nazioni Occidentali mentre nei Paesi Colonizzati si parla soprattutto di Unione, Perdono, Amore, Fratellanza e Orgoglio di essere senza avere. Francia-germania si presentava dunque come la partita di due nazioni che trasferiscono sullo Sport le loro sfide d’influenza. L’analisi mediatica della vigilia della partita ha esplorato molto in quella direzione. Uno che ha speculato un po’ troppo è Lamine Fofana, francese, funzionario della FIFA arrestato a Rio con tutta la sua rete di trafficanti di falsi ingressi al mitico Maracaña.

L’evoluzione della Comunicazione sta impattando e trasformando professioni e attività ma non necessariamente gli Uomini. Il C.T. Tedesco bluffa sicuramente quando dichiara prima della partita che non legge giornali. I Tedeschi reclamano Khedira dall’inizio e il coach gli accontenta per questo classico del calcio Europeo e Mondiale. A fine partita si capisce perché la Germania aveva preparato quell’appuntamento col tempio del calcio che è il Maracaña in tutta rilassatezza. Nel momento in cui erano attesi agli allenamenti, sono stati sorpresi Schweinsteiger mentre firmava autografi a piccoli fan, Podolski e Lahm fare un video del Maracaña con i loro Smartphone. L’enciclopedia del calcio recita che la Germania ha vinto le due semifinali giocate contro la Francia nel 1982 e nel 1986. La storia contemporanea dice che l’attuale coach Francese Deschamps non ha mai perso contro la Germania né come giocatore, né come allenatore. Ma forse aveva ragione Löw a dire che il gioco dei comunicatori non lo interessa più di quanto non ami la verità che si scrive sul campo.

Dal lato francese, ci si sarebbe aspettato che Varane molto criticato dalla stampa transalpine non facesse parte degli 11 Titolari ma è proprio lui che la Francia schiera mentre Koscielny che bene fece siede in panchina. Sakho riprende dunque il suo posto. La Francia studia la Germania e propone la sua iniziativa al 3° minuto. Poi al 7° è Valbuena-Benzema la combinazione che porta il pericolo nell’area di rigore tedesca. I due si ripetono al 10° a ruoli invertiti. Poco prima, Sakho aveva fermato una iniziativa tedesca dimostrando di essere in forma e tornato dall’infortunio. La seconda offensiva dei Tedeschi non perdona. Hummels si procura lo spazio per il gol al 13° e si vede bene Varane concedergli la libertà di esecuzione mentre Pogba si disinteressa di ciò che alla fine capita. La Germania conduce 1-0 ma sugli spalti è la voce dei tifosi francesi che si sente “Allez les Bleus… Allez les Bleus”. Al 17° Pogba tenta une percussione per farsi perdonare.

I Francesi addormentano la partita e la Germania con Klose al 23° prova a sorprenderli. Lui l’attaccante della Lazio non ottiene il rigore che sperava. Lo si accusa di “tuffo all’italiana”. Sull’azione successiva, l’attaccante Tedesco e il libero Francese franano sul portiere Lloris che l’arbitro giustamente protegge ordinando una punizione contro i Tedeschi. Sulla ripartenza al 28°, Lahm per poco non sorprende il suo portiere di testa. La stampa tedesca come i fan hanno evocato molto la posizione del loro capitano per riportano al ruolo di puro centrocampista, Ruolo a lui più congeniale. In seguito ad un fallo di Patrick Evra sur Klose, la punizione mette in evidenza la mancanza di smalto dei Francesi. Il pallone esce direttamente in fallo laterale dal lato opposto dopo il lento impatto sul paletto dell’angolo. La partita è lenta.

Un ritorno d’orgoglio sopraggiunge al 39° quando Valbuena si fa tagliare la strada dal Portiere Neuer e Benzema fa il più difficile sbagliando a distanza ravvicinata sulla doppia parata del Portiere. Al 41°, dopo una combinazione con Valbuena, Benzema che ribadisce di testa reclama per un fallo di mano di Hummels nell’area ma l’arbitro lascia giocare. La Francia finirà il primo tempo nella metà campo tedesca mentre i Tedeschi si difendono senza una coordinazione eccelsa. Si va verso la pausa e i fan debordano d’ingegno, speculazione e superstizione per invocare la vittoria per la loro squadra del cuore. È il caso di questo tifoso francese che ha indosso la maglia Di Maxime Bossis, libero della Francia durante l’infelice semifinale del 1986. Il giorno era lo stesso e per questa volta il tifoso spera una vittoria.

Ad inizio secondo tempo gli allarmi sono per Lloris, portiere-capitano della Francia ma l’azione è macchiata da un fallo. L’allarme torna due volte, al 5° e al 7° minuto. La Francia tenta di allontanare la minaccia e Griezman costringe Khedira al fallo nel tondo centrale. La Francia capisce che ha interesse a risvegliarsi davanti i 74.000 rumorosi spettatori del Maracaña che tutto fanno tranne ispirare sonno. Al 14° Valbuena, sempre lui innesca Matuidi sulla destra. Il traversone è respinto in calcio d’angolo dall’angelo Portiere Neuer, insuperabile sull’azione seguente che finisce di nuovo in corner.

La parada oficial para hidratação (pausa ufficiale per idratazione) interviene mentre l’elicottero per le riprese aeree vola molto basso incutendo qualche brivido ai tifosi fedelissiimi del FIFA FAN FEST. Giochiamo il primo quarto d’ora della seconda Metà della partita. Il gol del record assoluto del miglior marcatore di sempre alla Coppa Del Mondo che per ora condivide con Ronaldo “fenomeno” Da Lima non arriva per Klose. Viene sostituito da Schürle che al suo primo pallone sbaglia immediatamente il gol della sicurezza per la Germania. Al 24° minuto, dopo 6,4 Kilometri, Mamadou Sakho esce per Koscielny. Strano cambio pensa il commentatore Brasiliano, per una squadra sotto di un gol e al momento eliminata mentre mancano 20 minuti di gioco. Sarà questa la buona soluzione? Sostituire un difensore con un difensore? La risposta è di Kakà, attaccante del Milan, ex Nazionale del Brasile che fa capire che sicuramente Sakho non si è completamente rimesso dal suo infortunio.

I Francesi non passando più, al 29° Benzema tenta il tiro dalla distanza ma è davvero senza pretese. Serio impegno per Lloris al 29°. La combinazione di Özil e Müller si trasforma in un passaggio che il portiere rinvia col piede destro. La difesa tedesca si raggruppa bene e l’audacia della Franca rimane innocua. La Francia insiste e trova a sua volta il piede di Neuer. Al 31° Minuto la partita ha bisogno di rivitalizzarsi. Lo si capisce con l’ammonizione a Schweinsteiger, poi “Batti e Ribatti” come dice il commentatore brasiliano di Evra e Neuer in seguito a un calcio di punizione che provoca l’effetto bigliardino. Neuer è alla partenza dell’azione che porta Schürle davanti a Lloris. Con il piede destro il capitano Francese se la cava. La Germania vuole allontanare la Francia dalla sua metà Campo per gli 8 minuti che rimangono. Özil esce per Götze e Lloris spesso dai suoi pali per tentare il tutto per tutto. Valbuena esce per Giroud e si capisce che la Francia ha finito il carburante. I fischi del pubblico brasiliano molto sportivo ma poco fair-play coprono la voce dell’annunciatore FIFA che informa lo stadio del cambio.

Per congedare i francesi, la Germania utilizza l’ultima energia del suo motore. La cavalcata di Schürle è un sacrificio intelligente al 42° minuto. Si conclude con l’immolazione di Koscielny. È il decesso della partita. Lloris recupera e fa ripartire i suoi. La disinvoltura nel rinvio di Neuer prima che Kross esca per Kramer prova che senza Ribéry la Francia ha pensato che la Germania avrebbe preso le iniziative della manovra mentre i “bleus” si sarebbero accontentati di spezzare e ripartire. Ha tardato a capire che i Tedeschi non volevano quest’onore. Eppure la Francia ha tirato 13 volte in porta, 5 volte in più della Germania che è stata più concreta. Ciò gli permette benché vincitori solo 2 volte del trofeo di essere la squadra che ha collezionato più semifinali nella storia del Mondiale. Ora sono 14 semifinali in 18 coppe del Mondo.  La simpatia che suscitano è dunque comprensibile come quella che nasce tra tifosi del mondo, soprattutto se si incontra un Inglese che colleziona maglie del Camerun, tifa Germania con indosso la maglia dei Tedeschi, Parla Francese, Italiano, Giapponese e Spagnolo senza accento e vive da qualche anno a Salvador in Brasile. Per la giornata, è lui il vincitore dello “Spirito Coppa Del Mondo”.

Questo spirito senza frontiere avvicina gli uomini in modo naturale o indotto e scatena dinamiche che sposano i contorni della Coppa Del Mondo come il concorso di baci tra fan di diverse provenienze che neanche si conoscono ma vengono sorpresi per strada con una telecamera. Il Calcio è dunque azione, occasione, ma anche passione, emozioni. È questa sensazione di brividi durante l’esecuzione degli inni nazionali di Colombia e Brasile prima della partita. Leggendo il testo tradotto come appare sugli schermi brasiliani, questa poesia dei popoli una volta oppressi che altro non chiedono ai propri cittadini che Amore patriottico nell’orgoglio di essere se stessi praticamente strega. Le due nazioni hanno colori caldi e il giallo in comune. Questa volta la Colombia si distinguerà con maglie rosse. Il momento incute commozione.

Il Brasile affrontando la Colombia sfidava il paese che fin qui aveva presentato il miglior collettivo. Il confronto ha luogo nello stadio di Fortaleza, quello che ha registrato il più alto numero di gol (4 in media). La sera prima sulla rete “globo”, la trasmissione “na Moral” chiedeva cosa rende Brasiliani i Brasiliani e la parola della fine per il presentatore fu “la lingua”. Effettivamente questa variante del Portoghese parla di un popolo unico che affascina senza veramente andare incontro agli altri. Il Francese ospite in studio trova che la donna Brasiliana ha “charme”. Ciò maschera ancora la poca apertura del paese altrimenti “fechado” (chiuso). “beati quelli che hanno democrazia e educazione” aggiunge il sociologo in sala. Per lui il calcio richiede coraggio, immaginazione e impegno. Il giocatore non può correre chiedendosi se è nel diagramma o meno. Troppi schemi sono l’ossessione del Brasile. Finisce con una frase del coach Brasileiro: “Il Calcio non è la guerra…” Allusione piperita alla Colombia che nel suo calcio ha più identità e la nazionale non modificherà la sua configurazione, mentre le indiscrezioni dicono che il coach Brasiliano non sa se Paulinho reggerà come titolare al posto di Luis Gustavo.

Tre ore non sono bastate per fare la coda al FIFA FAN CLUB e assicurarsi un posto seduto o in piedi. Solo stratagemmi degni del genio partenopeo hanno permesso ai più furbi di passare. Con improvvisamente 3000 persone in più del solito, alcuni sono stati mantenuti fuori e un altro schermo gigante allestito per loro. Quando il Brasile gioca si capisce veramente che i Brasiliani sono 200 Milioni.

Se il nervosismo e la preoccupazione dei brasiliani si stendeva già in televisione, è che con James Rodriguez, i Colombiani hanno un goleador che riempie il suo contratto forse più di Neymar, star preannunciata del Mondiale. La Colombia era da prendere molto sul serio e con ragione. Ha affrontato il Brasile 20 volte nella storia. I carioca sono avanti con 14 vittorie e 2 sconfitte. Il dato interessante è che i 4 pareggi sono stati registrati con le ultime 4 sfide. Segno che non è la Nazionale che sta attraversando un bel momento ma il Calcio colombiano in crescita.

Risolta l’enigma che circondava Dani Alves laterale destro della Seleção che in 4 partite ha corso un po’ più di Marcelo ovvero 40.2 Km, il Brasile si presenta con l’ex Pendolino del ato destro Maicon Douglas, imperfetto omonimo dell’autore hollywoodiano “Michael Douglas” per errore dell’Ufficiale dello Stato Civile. Il Brasile attacca dall’inizio e la Colombia contrattacca ma si fa chiudere. Al 3° minuto, Neymar mette Fred su orbita. Il portiere Ospina fa buona guardia. Maicon accelera sulla destra e si fa notare. Al 7°, come alla partita precedente, è un difensore centrale che segna e come il suo compagno di reparto David Luis, il capitano Tiago Silva spinge il calcio d’angolo di Neymar in rete con la coscia su colpevole amnesia della difesa Colombiana.

Il Brasile comincia bene. Doccia di birra negli spalti per la “Torcida Brasiliana”. Nonostante il brutto momento per la Colombia per colpa anche dell’arbitro, i Colombiani danno la pelle d’oca ai brasiliani. Al 10° minuto, Neymar si fa aggressivo e recupera un pallone con la collaborazione di Marcelo su Armero ma i due sono fallosi. Il Brasile è però visibilmente insufficiente in attacco e sono spesso i difensori che arrivano ad aprire le porte della difesa colombiana. I Colombiani si aspettano che l’arbitro gli fischi a favore. Hmmm… Con il Brasile in Brasile, non è detto che funzioni. La gamba alta dello stopper Colombiano al 17° fa perdere a Maicon I pochi Capelli che non si era rasati. Il portiere Colombiano Ospina è chiamato a un doppio intervento al 19°. Poi, mentre Hulk  lo impegna, nelle tribune compare un Fan con la maschera verde del supereroe “Marvel” da cui l’attaccante Brasiliano fin qui inconcludente trae il soprannome per la Fisicità da lottatore Greco-Romano.

Nessuno riconosce Marta sulla quale la telecamera indugia mentre è seduta in tribuna. È da qualche anno la migliore calciatrice al mondo. Talmente talentata che a furor di popolo i Brasiliani richiesero la sua convocazione con la Nazionale maschile. Non che non avesse il talento per portevi figurare ma semplicemente le regole non prevedono le squadre miste. Il caso fa capire che sono soprattutto gli uomini ad interessarsi di calcio femminile. Ciononostante, al 23° l’arbitro conferma la sua mancanza di personalità dando il vantaggio al Brasile su un fallo netto di David Luis. In giro si mormora “Mafia della Fifa”.

I Colombiani cominciano a ricordarsi le buone cose fatte finora. Cuadrado non riesce a inquietare Julio Cesar. Hulk manda il pallone nelle tribune. Il suo fisico non fa rima con l’istinto del gol. La Colombia riprende fiato mentre una pioggia di preservativi a mo di palloni gonfiati scende sul FAN FEST dove per la maggiore i tifosi hanno capito il messaggio. È quello che il Ministereo della saluto ha previsto per mantenere alta l’attenzione sull’AIDS. Un agente sanitario lo ricorda all’ingresso ogni volta.

Nel secondo tempo, Armero conduce il conciliabolo colombiano dove Ramos è entrato per Ibarbo. I Brasiliani parlano la mano davanti alla bocca. Sono queste le due facce delle ostilità che riprendono. Hulk protesta subito per un fallo non commesso. Calcio di Punizione. La classe di James non fa la differenza. Il match è combattuto e Yepes capitano della Colombia che proteggeva l’uscita del portiere Ospina riceve un pugno da David Luis che finisce per toccare il portiere. Hulk che non segna torna molto nella sua metà campo a dare una mano alla difesa. Neymar brilla in questo momento solo perché il commentatore Brasiliano annuncia l’ultima settimana della telenovele  “Em Familia” in cui la signorina Bruna Marquezine la sua fidanzata recita. Tiago Silva commette una fallo e simula di aver ricevuto un colpo. Rimane in terra un lungo momento.

 

La colombia costruisce bene ma conclude male al 13° minuto. Cuadrado chiede un cartellino giallo per il terzo fallo di Marcelo. L’arbitro lo ignora. Sul contrasto che segue con Neymar, il fallo è fischiato a Cuadrado. Punizione che il portiere intercetta ma al momento del rinvio, Tiago Silva giunge da dietro e gli impedisce di eseguire il tiro. Poi spinge la palla in rete esultando per il gol. Invece è fallo e l’arbitro lo ammonisce. Ecco come per una leggerezza da ragazzini un capitano abbandona la sua squadra in semifinale del Mondiale.

Errore colossale dell’arbitro Spagnolo Carlos Velasco Carballo che rifiuta per fuorigioco di convalidare la rete della Colombia segnata dal capitano Libero Yepes al 10° minuto. Rincara la dose con un giallo a James Rodriguez al 12°, seguito da un altro a Yepes al 14° condizionando il difficile momento della Colombia che porta alla punizione sulla quale David Luis l’altro difensore centrale del Brasile segna il Gol che infiamma tutto il Brasile. I difensori volano alto. Nuova doccia di birra su vestiti che andranno in lavanderia. La torcida Brasileira si scioglie in “Eu sou Brasileiro por todo el Mundo”, colonna sonora fino alla fine della partita che è diventata un concerto gigante. L’arbitro continua con le decisioni discutibili e non permette di ammirare il tiro con effetto di Neymar che passa di poco alla destra di Ospina, sfiorando il palo. La Colombia non si perde d’animo.

L’arbitro non può chiudere gli occhi sul fallo evidente del portiere Julio Cesar al suo primo vero intervento. Si becca il giallo. Rigore. James prende il portiere a contropiede. Quintero al 34° avrà 10 minuti per cercare un po’ di gloria poiché sostituisce il poco produttivo Cuadrado non in giornata. James genera preoccupazioni di nuovo di testa. I Brasiliani soffrono come Hulk che perde un nuovo pallone,. Ramirez fa il suo ingresso per Paulinho. Falli laterali che si susseguono, la Colombia è rimasta 2 minuti nella zona rossa del Brasile. Quando il Brasile riparte, Zuniga carica Neymar alle spalle e Marcelo molto impaurito chiede immediatamente la brandina. Il mondiale di Neymar è verosimilmente terminato poiché si saprà più tardi che si è fratturato la terza vertebra lombare. Avrà tempo da dedicare alla sua fidanzata che va in vacanza questa settimana. Henrique sostituisce Neymar e il Brasile est fin qua l’unica squadra ad aver già impiegato 21 giocatori su 23, poiché anche “il profeta” Hernandes entra al 48°. Ospina sale in attacco mentre si vede il coach Felipão chiedere all’arbitro di fermare il gioco imponendo ai suoi giocatori di stare calmi.

La Colombia ha scelto il giorno meno indicato e l’avversario meno indicato per giocare contando sulla collaborazione dell’arbitro. Il Coach Argentino Peckerman è colpevole d’aver mantenuto in panchina un attaccante di peso e di ruolo come Jackson Martinez. David Luis ha il tempo di consolare James Rodriguez in lacrime. La bella Colombia lascia la competizione per una accoglienza da eroi in Patria. La Difficoltà di lasciare il Fan FEST è maggiore dello sforzo per entrare. I Brasiliani arrivano in numero indecifrabile e il mini concerto che il comune ha previsto sul posto si trasforma in Mini-carnevale. Non è saggio lasciare il Parco in quei momenti. È uno sforzo che può costare caro mentre unirsi alla festa ha un certo che di piacevole.

 

 

 

 

 

 

 

0 0 956 11 luglio, 2014 Calcio, Sport luglio 11, 2014

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