Il Mondiale e i Prescelti dalla Fortuna
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Il Mondiale e i Prescelti dalla Fortuna

Tutte le attività umane parlano di cultura e identità. Ciò è vero per l’arte, la politica, come lo è per lo sport quando si pratica con la rappresentatività comunitaria in sottofondo. Il più difficile da definire rimane la comunità per la quale ci si esprime. Nel termine “Nazione” riversiamo una accezione moderna che a volte nasconde altre “nazionalità”. Un giocatore Algerino ha generato indignazione tra gli Africani dedicando il passaggio dell’Algeria al secondo turno al sempre più tormentato Mondo Arabo. L’algeria rappresentava la Confederazione Africana e non la Lega Araba. Eppure Feghaoui aveva ragione poiché riconosce e prende le responsabilità della sua identità profonda.

Qui in Brasile, l’Organizzazione della Coppa Del Mondo è un successo per il Brasile ma non fonte di felicità per i Brasiliani. Le molto etnicizzate Francia e Olanda hanno delle comunità interne che spesso non si sentono interessate da una eventuale vittoria della nazionale di Calcio. Al di là di tutto questo si creano comunità transnazionali e in una competizione come il Mondiale scelgono a chi dare la propria simpatia. Fa sempre una certa impressione vedere un Brasiliano pavoneggiarsi con la maglia dell’Argentina sotto gli occhi di tutto il quartiere.

Tante articolazioni fanno sì che il Mondiale che guardiamo non possa essere il Mondiale che ciascuno vive o meglio ci viene presentato. Su questi dettagli si sono a volte giocate le partite dei Quarti di Finale che hanno deciso le 4 principesse del Calcio. Non stupisce che alla fine ci scappi un “sempre gli stessi”. Il Belgio ne sa qualcosa, la Costa Rica anche.

Gli esperti hanno indicato il primo tempo di Argentina vs Belgio valida per il passaggio in semifinale come il miglior primo tempo di tutto il torneo. A giudicarne dalla rapidità con la quale l’Argentina ha segnato (gol di Higuain all’8° minuto) non si direbbe che Messi a parte, l’eccellente portiere Belga Courtois abbia tenuto banco nei pareri prima del confronto. Eppure, la partita è decollata dal minuto del gol. L’Argentina guarda con diffidenza il Belgio, memore della sofferenza davanti la Svizzera.

Tutta la Torcida è Argentina. Vedendo i Tifosi da dietro, si capisce che per loro solo la maglia 10 esiste. In effetti, i  Brasiliani non sono più fanatici dell’Argentina di quanto non lo siano dell’indiscutibile Messi. L’orgoglio Belga si risveglia al 40° minuto quando la palla passa d’un ciglio alla destra del portiere Sergio Romero. L’Argentina finisce il primo tempo in attacco con Messi e Higuain. Courtois conferma che la stampa ha ragione di menzionarlo spesso. Li ferma da solo e le squadre tornano negli spogliatoi con il vantaggio argentino. Tra fan ci si organizza per la pausa. Gli Argentini sentono la mano sulla partita e non lasciano passare nessuno senza sfiorarlo con la bandiera albiceleste. Dipingere sul viso la bandiera del paese che ognuno ha deciso di sostenere è un business possibile  per chi vuole arrotondare.

Nel secondo tempo, appena sul campo, i ragazzi della pampa tornano a applicare l’occupazione a tutto campo. Kompany il capitano Belga reagisce con un fallo che spezza il ritmo e non offre nulla a Messi sul calcio di punizione. Sono passati 5 minuti. Anche il Belgio vuole esistere nella metà campo dell’Argentina e la costringe a tre falli laterali consecutivi. Ma quando l’Argentina esce va dritto verso la porta. La difesa belga fa quasi autogol al 6° minuto. Il tiro di Lavezzi al 7° evita le dita di Courtois ma si spegne in fallo laterale. Nuovo ricorso del Belgio al fallo per un ritorno in auge. Hazard si prende un cartellino giallo. Courtois ha bisogno di tutti i suoi 199 centimetri per rifugiarsi in corner sulla punizione di Messi. In seguito il Belgio gestisce male la sua controffensiva e subisce in compenso il tiro di Higuain sulla traversa dopo un tunnel a Kompany al 10° Minuto. Nessuna squadra si nasconde e ciò rende il gioco piacevole.

Quando Di Maria innesca Lavezzi al 14° minuto, il Belgio lo stoppa e libera senza perdere la compostezza. Lavezzi finge l’infortunio e rimane sdraiato per annientare il contropiede belga. È sleale e il pubblico lo fischia pesantemente. Ciò permette a Origi di uscire per Lukaku nel Belgio. Questo impulso genera l’azione da gol di Fellaini. Il Belgio riprende in mano la sua pratica. Al 19° minuto Higuain perde del tempo a protestare perché secondo lui un fallo laterale concesso al Belgio era in realtà punizioen per lui ma il Belgio si presenta al cospetto del portiere. Romero ha bisogno di superarsi per una parata che gli vale in complimenti della sua difesa mentre le regia propone in primo piano nelle tribune il pubblico Belga rimasto molto composto.

Toby Alderweireld si prende un cartellino giallo nel tondo centrale senza fiatare. Il tackle brutale sotto gli occhi dell’arbitro non mente. Al 24° minuto, Origi non ottiene giustizia quando viene scaraventato a terra. Al 24° Lavezzi esce sfiatato per Palacio. Higuain si sacrificherà dunque ancora un poco in attacco. Lukaku è attivo e i Belgi applaudono ma è l’arbitro a fermare lo slancio. Al 29°, il Belgio rifa il movimento sulla destra del portiere che respinge e viene di nuovo impegnato dalla sinistra. Così Hazard esce per Nasser Chadli. Discutibile la scelta del coach Kim Wilmots, che fece parte dell’infelice campagna del 1986 in Messico quando il Belgio perdette 0-2 in semifinale contro l’Argentina di Maradona.

Il bravo Kim allora finì la competizione da vice capocannoniere con 5 gol dietro Gary Lineker. Tuttavia sostituire un Hazard molto al di sotto delle aspettative ci sta. La punizione produce giusto un piccolo momento di suspense. Al 33°, l’arbitro ammonisce verbalmente Witsel che non ha smesso di maltrattare Higuain. L’Argentina non accelera più. Il sacrificio di Hilguain cessa. Gago lo sostituisce al 36° minuto. I centimetri di Palacio non bastano per buttare in rete di testa un pallone delizioso di Messi e chiudere la partita. Questa Volta il Belgio riparte dopo un fallo fischiato a Messi ma è fermato nell’area di rigore per fuori gooco.

Van Buyten fa schermo al 39° per un compagno e per poco la difesa argentina non pareggia nella propria porta. È dall’inizio della competizione molto criticata. Il gesto accelerato di messi al 41° per Palácio trova Courtois. Poi per la terza volta l’arbitro fischia contro il Belgio mentre si apprestava a segnare. Sono gli stessi Belgi che al 43° portano il pallone al di là della linea di fondo argentina. Due Argentini si scontrano fortuitamente senza impatto violento ma Zabaleta rimane in terra per furbizia. Hanno ancora 5 minuti e l’arbitro l’Italiano Rizzoli continua a non fischiare per il Belgio, anche quando visibilmente gli Argentini simulano dei falli per ingannare. Accelerazione solitaria di Messi e Courtois vola tanto alto quanto l’alta tradizione degli eccezionali portiere Belgi come Pfaff, Preud’homme o Gillet. Per due volte Lukaku inciampa sul portiere e riporta a casa i “diables rouges” per la preparazione degli Europei del 2016 che potrebbe essergli favorevole. Il Benelux rimane in Competizione tramite i Paesi Bassi che per lo shock contro la sorprendente Costa Rica ha visto la città di Salvador paralizzata almeno 4 ore prima del fischio d’inizio.

Quando la partita si Gioca a Salvador, la città offre ciò che definisce il suo « corazon do Africa ». Animazione a suon di tamburi tribali africani tanto per ricordare l’elemento dominante dell’enorme commistione interetnica di cui la città è tributaria. Il Famoso gruppo Olodum mantiene viva questa tradizione. Del resto gli Olandesi di cui buona parte della popolazione compresi alcuni giocatori ha ascendenti Africani hanno ancora le loro navi proprio qui e per tanto tempo. L’ingresso allo stadio da diritto ad un kit con letteratura e profilattici oltre ad altri simboli per dare contribuire alla lotta contro l’AIDS.

Sotto la direzione dell’eccellente Ravshan Irmatov della federazione dell’Uzbekistan, l’Olanda da il tempo alla Costa Rica di organizzare la sua difesa. I rappresentanti del canale di Panama ne approfittano per sorprendere De Vrij in velocità. Il tempo di una vista su Salvador, il Coach Colombiano Luis Pinto redarguisce i suoi difensori quando lasciano dei centimetri di vantaggio à “Beep Beep” Robben e questi li grazia. Hanno capito ciò che non devono ripetere. Il Coyote è sempre in ritardo sullo struzzo “Beep Beep” e non l’acchiappa mai. Nelle tribune la torcida brasiliana inneggia a Neymar, pupillo del paese feritosi nella partita del giorno prima per il quale la competizione è finita. Ciononostante bisogna dire che non è di buon senso paragonarlo a Pelé. Al 29°, in 2 azioni gli olandesi capiscono che non devono dare il “pronti via” a Bryan Ruiz e Campbell. Prima dell’mpatto, di Acosta, Memphis libera l’area di rigore dei Paesi Bassi. Al 21° minuto, la difesa costaricana sbaglia la mossa del fuorigioco e per 2 volte il portiere Navas dimostra di essere un extraterrestre.

Si attribuisce agli Olandesi l’invenzione della mossa che consiste in far finire l’attaccante fuorigioco. Questa volta riesce meglio agli avversari. A tu per tu con il portiere, il franco tiratore Van Persie, capitano dell’arancia meccanica sbaglia ed finisce anche fuorigioco. Si imbatte di nuovo nel portiere al 28° minuto dopo esser stato lanciato da centrocampo. Patrick Kluivert, ex attaccante della Nazionale Olandese, attuale vice del C.T. Louis Van Gaal è in panchina e prende appunti. La frettolosa ripartenza di Acosta per Campbell mette fuorigioco quest’ultimo. Al 30° Minuto, fallo di Martins Indi. È già stato ammonito. Van Persie gli da il verso al 31° minuto. “anche l’Olanda subisce” fa notare Roberto Carlos, fresco di pensione come calciatore. La Costa Rica a un figlio di Brasiliani in campo. La Torcida del suo paese d’origine lo sostiene. Mentre Robben lanciato al 35à si fa brutalizzare, l’Olanda pecca di mal destrezza sul calcio di punizione. Diaz si frappone. Al 37°, Ecco Robben per Sneijder. Navas gli dice no e infiamma i fan Brasiliani, tutti dalla loro parte.

Robben non crede ai suoi occhi al 41°. Sopraggiungendo alle spalle, gli si sottrae il pallone mentre di petto lo aveva preparato per il tiro. L’azione prosegue ma Navas è un felino sotto i piedi di Van Persie. Sullo sviluppo dell’azione quest’ultimo commette fallo sul difensore. Il numero 5 Borges raccoglie gli elogi di Roberto Carlos, inarrivabile terzino sinistro ai suoi tempi, nel suo commento tecnico “splendida Difesa”. È il parere che conclude il primo tempo.

Nel secondo tempo, l’Olanda asserraglia il passaggio per Campbell. La Costa Rica passa per i lati. Fortunatamente il portiere Cillessen a riflessi pronti. Dopo uno slalom al secondo minuto Robben viene preso in sandwich e Michael Umaña si prende un cartellino giallo. Calcio di punizione astuzioso ma senza successo. Il tiro di Sneijder si dirige verso le stelle. Eccellente muro del numero 3 Giancarlo González su Van Persie al 10° minuto poi su Kuyt al 13° su traversone di Robben, un po’ meno sull’azione seguente.  Júnior Díaz non si fida e mette in calcio d’angolo. Il minuto dopo Campbell vanifica lo sprint di Bryan Ruiz buttandosi per terra con la speranza di un rigore a favore. La punizione eseguita al 17° prende troppo tempo. Lo schema viene sgamato e finisce poi molto alto. Martins Indi trattiene Bryan Ruiz al 19° e finalmente si fa ammonire. Il calcio di punizione mette in difficoltà difensori. In calo di regime, Campbell esce al 20° sotto la pioggia cadente e una doccia di applausi. Nell’azione dell’accelerazione di Robben al 22° minuto, gli Olandesi insistono ma si fanno intrappolare in fuorigioco, Il cielo bagna la città e le curve. L’Olanda non fa il suo solito match. La Costa Rica è un avversario coriaceo e lo dimostra poiché merita di traovarsi dove è arrivata. Neanche Kuyt e gli altri difensori saliti a prestar man forte all’attacco riescono a intimidire i Costaricani.

Memphis lascia il posto a Lens al 29° per dinamizzare  ancora di più l’attacco dei tulipani. Impatto nelle arie, Gamboa a terra attende la brandina. Al 33° minuto David Myrie entra al posto di Gamboa. La difesa dei Costaricani continua la sua opera di pulizia e il portiere Navas le sue prodezze, anche su fuorigioco di Lens al 35°. Robben si butta al 36° sebbene all’inizio dell’azione il difensore ha commesso una leggerezza da dilettante. Prende l’Olandese per il braccio pochi minuti prima della fine della partita e davanti alla sua porta. Non dovrebbe giocare la prossima partita poiché l’arbitro lo sanziona con il cartellino giallo. Sneijder su un calcio di punizione sfida Navas con gli occhi ma non riesce a ipnotizzare né lui né il palo alla sua destra che lo salva. Robben detta i tempi dell’assalto.

Lens sul Calcio di punizione da destra. Navas è impeccabile prima e previdenziale poi sul tafferuglio che favorisce Van Persie. Che giocatore Robben quando torna a aiutare in difesa, disinnescare l’attacco dei Costaricani e farsi carico di risalire con il pallone. Siamo al 42° minuto del secondo tempo quando su un’azione accademica l’Olanda per evitare i supplementari attacca ma sul passaggio suntuoso di sneijder lo spietato Van Persie offre alle telecamere un liscio clamoroso. Sneijder torna a recuperare il pallone in difesa e fa un’incursione per sfruttare i 4 minuti di recupero indicati dall’Ivoriano Noumandiez Doué.

Robben mette il turbo e Diaz già ammonito commette un fallo sotto gli occhi dell’arbitro che fischia ma chiude un occhio sulla possibile espulsione. Sul calcio d’angolo di Van Persie, i pugni di Navas fanno valere il livello che nessun altro portiere ha dimostrato in questa rassegna anche se a dire il vero abbiamo visto dei portieri eccellenti. La porta stregata di Navas utilizza anche i pali e la traversa come difensori per salvarsi. A volte è proprio il pallone che rifiuta di entrare e si ferma prima della linea. Gli olandesi alla fine dell’altalenante azione di flipper trascinano da soli il pallone fuori dal campo. Salvador recupera il fiato.

Argentini e Brasiliani si stuzzicano sugli spalti a suon di « Pelé è meglio di Maradona » e « Maradona è più forte di Pelé »… Il primo tempo supplementare da luogo ad una nuova prova della serie positiva della difesa Costaricana. L’arancia meccanica continua a finire in fuorigioco. Robben cambia costantemente lato e il suo missile trova sulla sua strada Navas il cui nome si traduce sicuramente “Contraerea”. Anche Roberto Carlos lo classifica come miglior portiere del Mondiale. José Cuberto entra per Tejeda. Il Costaricano ha corso 9.89 km, sopra la media per un difensore. Rigore all’Ottavo minuto. I difensori Olandesi lo sanno ma l’arbitro gli fa il favore d’una interpretazione psicologica. L’Olanda prova a fare un gioco di massacro ma la Costa Rica impone il ping-pong fino al fallo di Klaas Jan Huntelaar entrato al primo minuto del secondo tempo supplementare.

Bryan Ruiz semina zizzania nel campo Olandese. I difensori hanno brutte gatte da pelare ogni minuto e a volte due volte al minuto. L’altro eroe per la Costa Rica si chiama David Gonzales. Il difensore è stato magistrale tutta la partita. La traversa dei Costaricani interviene di nuovo nel gioco al 13° per non rovinare un lavoro fatto in maniera eccellente. Succede dell’incredibile con gli Olandesi. Un fatto assolutamente insolito nel calcio. Il portiere Jasper Cillessen viene sostituito con Tim Krul. Il seguito ci dirà che la vecchia Volpe di Van Gaal sapeva ciò che faceva anche se permangono dubbi, essendo i rigori una lotteria. Si fa apprezzare la vista aerea che la regia offre sul taccuino di Kluivert per la designazione dei tiratori. Avremo dei rigori.

Al termine dei rigori dunque la pioggia di Salvador che non ha smesso si fa finalmente sentire, fredda. Eppure il giorno prima si andava in giro il meno vestiti possibile tanto era il sole a decidere di far piovere i suoi raggi sulla città capitale del Bahia. Navas aveva esaurito tutto il suo talento durante la partita. Malgrado la sua notevole intuizione, non intercetta nemmeno uno dei quattro rigori trasformati dagli Olandesi. Mentre il terzo portiere Olandese che si permetteva di provocare in tiratori Costaricani come in un match de boxe ha fatto l’essenziale prendendo due rigori che gli permettono di figurare bene in questo mondiale. Mentre mi giro, il mio sguardo inciampa sulla maglia di un Brasiliano. Vi figurava Roberto Baggio l’istante dopo l’esecuzione dello sciagurato rigore che regalò il Mondiale al Brasile 20 anni fa. Realizzo il crudele destino di Ruiz, capitano eroe, goleador star della selezione nazionale. Ha fallito lui per primo. Navas non ha fatto i miracoli che molti si aspettavano.

È difficile fare a meno di ripensare all’eccellente partita gustata con trasporto passionale e che meriterebbe di essere spesso riproposto alle future generazioni come documentario di riferimento d’alto livello. Il livello mondiale in effetti. Una curiosità sull’ultima quaterna dà una non troppo eccitante sensazione di “dèjà Vu” e c’è da chiedersi perché i bookmaker davano molto alta la probabilità che l’Argentina e il Brasile si incontrassero in finale molto prima dei Mondiali. Non si capisce perché quando è la sorte a decidere, decide sempre per le stese “nazioni”. Il Ghana fu il parente povero delle squadre che giocarono i quarti di finale in Sudafrica 2010. Ora la sorprendente Costa Rica con già una partita di 120 minuti nelle gambe ha tenuto testa e non solo all’Olanda per altri 120 Minuti. Ma la Dea bendata le ha ricordato che è nel gruppo degli anonimi. Eppure si dice che la fortuna aiuta gli audaci. Più temerari di così si può?

Il Brasile ha accusato il colpo e per esorcizzare la pioggia che si abbatteva su Salvador, al di là del tifo e delle simpatie, la Giunta Comunale ha offerto un rave party nel parco FIFA FAN FEST. Forse un bel modo per consolare non solo la sua popolazione che conosce bene ma coinvolgere ancora di più gli ospiti, fratelli nonostante tutto grazie al calcio.

 

0 0 808 11 luglio, 2014 Calcio, Sport luglio 11, 2014

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