Gli Europei di Calcio orfani dell’Islanda
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Gli Europei di Calcio orfani dell’Islanda

Cristiano Ronaldo e il suo Portogallo giocheranno le semifinali dei campionati europei di calcio attualmente in corso in Francia. Per i pochi consensi che ha ottenuto la squadra lusitana, forse finalmente la sua stella, il suo uomo più rappresentativo ha imparato a fare meno il presuntuoso e concentrarsi sull’essenziale.

Non ha nemmeno brillato di eleganza con le sue dichiarazioni alla stampa. Deve capire che quando scende in campo, lo accompagnano 21 persone che fanno lo stesso suo mestiere. Per di più, quando si gioca per la nazionale, ognuno si impegna per il suo pese con passione, strategia e orgoglio.

I suoi scivoloni nei confronti degli Islandesi alla fine della prima partita di girone gli hanno forse fatto girare il Karma contro.

L’Islanda, è la democrazia più vecchia d’Europa. Un esempio? Wikipedia dice che “nell’onomastica di quel Paese, sono patronimici (occasionalmente matronimici) in cui si riflette il nome del padre (o della madre) e non il cognome storico della famiglia.[1][2] Essi si aggiungono al nome proprio attribuito dai genitori al momento della nascita e non sono quindi veri e propri cognomi in senso occidentale, poiché accompagnano la persona nel corso della propria vita ma non si tramandano ai figli.”È quindi probabile che tutti si conoscano. Gli elenchi telefonici sono ordinati in base al nome proprio invece che per cognome.

L’Islanda ha una squadra di calcio molto gradevole da vedere. Ecco un piccolo paese di poco più di 300.000 abitanti e cioè 4 volte meno di Milano approdare ad alti livelli per la prima volta facendo innamorare tutti.

Sono sbarcati in 27.000, portando in Francia quasi un decimo della popolazione totale del paese. I tifosi sostengono i beniamini con disciplina, simpatia, allegria, coraggio, una costante e una attitudine pittoresca che fa invidia. Un piacere per chi ama l’autoaffermazione e gli outsider.

L’Islanda ha passato il turno con convinzione, stile e unanimità, mentre il Portogallo si faceva ripescare tra i migliori terzi. Pensare che capitan Ronaldo degli Islandesi aveva detto: “Non andranno lontano con la loro povera mentalità. Hanno parcheggiato l’autobus davanti la porta…” Si tratta di una plateale mancanza di rispetto comunque sia. 

Suscita ancora meno comprensione Ronaldo quando l’indomani di un’altra performance poco lusinghiera butta in un fiume il microfono di un giornalista colpevole di avergli fatto una domanda, cosa attinente al suo lavoro.

Ciò non ha fermato l’Islanda, squadra che ha ottenuto rispetto senza nemmeno forzare.

Le prestazioni dell’Islanda agli Europei 2016 sono state la storia del calcio estivo fino a ieri. L’Islanda è sorprendentemente approdata ai quarti di finale del maggior torneo continentale, dove solo la Francia padrona di casa ha fermato la sua corsa.

Percorrendo la rete, abbiamo trovato le 8 ragioni più ricorrenti per cui questa squadra affascina e da voglia a tutti si salire a bordo del carro Strákarnir okkar.

1) È una meravigliosa storia di perdenti cosiddetti underdog

L’Islanda era classificata talmente outsider che pochi hanno considerato la possibilità di includerla tra gli outsider del cuore in grado di far sensazione agli europei. Erano ultimi per una quotazione pari a 150-1.

2) Tifosi assatanati

Tuttavia, nessuno può misurare con esattezza l’impegno dell’Islanda in quanto più piccola delle nazioni partecipanti con 323.000 abitanti che arriva appena alla posizione 175 dietro le Maldive e le isole Barbados.

Prima del torneo, le statistiche davano in Francia circa 27.000 fans Islandesi in possesso di ticket per le partite. Si tratta di 8.15% della popolazione in trasferta. Come se a casa ogni famiglia avesse lasciato soli la nonna ed il nipote.

3) Il Canto Vichingo ipnotizza.

Il tifo incredibile dei fans durante le partite e sopratutto il coinvolgente canto vichingo vi fa entrare in tance o fa venire voglia di lasciare il vostro lavoro per tentare la conquista del nordatlantico.

4) Ho detto che i fan erano psichedelici?

Il mio personale amico che mi informava da casa sua in Islanda mi ha provato con tanto di videoconversazione che  i fan che rimasti a casa sono scatenati alla stregua dei Vichinghi canterini in giro per la Francia.

Uno potrebbe dire che la febbre calcistica ha contagiato tutta la nazione, ma non basterebbe per cominciare a descrivere la follia che si è impossessata del paese. Per il loro quarto di finale contro l’Inghilterra, la partita ha vinto uno share di 99,8 su Icelandic television. Che significa? 99.8 % del pubblico televisivo era incollato al televisore a guardare la partita. Per capirci meglio, quest’anno negli stati Uniti, il Superbowl ha fatto 73% dello share.

5) I commentatori sono ancora più fuori

Gudmundur Benediktsson è la nuova star tra annunciatori e commentatori. Gli americani lo hanno adottato al posto di Gus Johnson e Andres Cantor perché i mondo è di Gudmundur e tutti lo amano.

6) Uno dei coach è un dentista

L’Islanda è unica perché ha 2 commissari tecnici. Il veterano svedese Lars Lagerback e il locale Heimir Hallgrimsson, che allenava una squadra della premier league islandese, Íþróttabandalag Vestmannaeyja, per fortuna conosciuta anche come IBV, nel caso qualcuno avesse tentato di pronunciare o digitare l’intero nome.

Come maggior parte delle persone coinvolte nel calcio islandese, anche Hallgrimsson ha un’altro lavoro. Prima degli Europei, stava lavorando come dentista.

7) Schadenfreude dell’ingliterra

Per gli Americani, non vi è stato miglior divertimento che vedere l’Inghilterra reagire alla propria disgrazia guardando la sua squadra perdere contro l’Islanda. I sadici gufi americani che malignamente gioivano delle disgrazie dei soggetti di sua maestà la Regina non hanno risparmiato le peggiori derisioni all’Inghilterra, colpevole di comportarsi con la sufficienza di chi ha inventato il calcio (forse glielo si può concedere) e ciò ha sempre dato al paese un senso di superiorità sul resto del mondo, soprattutto un paese piccolo come l’Islanda.

8) Giocano con coraggio

Il prototipo dell’underdog nel calcio ha un sistema molto difensivo. La squadra tenta di parcheggiare l’autobus davanti la linea delle propria porta e spera nella fortuna di segnare in contropiede, oppure prova a sfruttare la chance di una vittoria ai rigori. Si tratta della tipica tattica di sopravvivenza, dove la squadra deve stringere i denti con tanto coraggio e lavoro di gruppo.

Con l’uscita dell’Islanda dagli Europei ieri sera ad opera della Francia purtroppo, la rassegna continentale perde una protagonista ed un potenziale di simpatia che faceva la bellezza dell’evento.

Dei fan così colorati e coreografici ce ne vorrebbero. Un calcio fatto di tanta passione e tanta volontà era quasi scomparso. Senza stipendi stratosferici, hanno fatto una mezza rivoluzione. Un giocatore della squadra Francese guadagna da solo quasi quanto tutta la squadra in un mese. Squadra e addetti ai lavori sono stati sportivi e solidali con i fan fino all’ultimo. Hanno rispettato il mestiere e veramente onorato la maglia.

Altre cose rendono meglio l’idea di quanto sono eccezionali gli Islandesi. Si tratta del secondo attacco più prolifico dei campionati europei dopo il Galles, una delle poche che lascia l’Europa dopo aver segnato ad ogni partita. Non male per una squadretta a vocazione difensiva però…

Sono gli unici a aver rifilato 2 gol alla Francia mentre ci si aspettava un atteggiamento remissivo, timido e scoraggiato dopo il primo tempo finito 4 a zero.

Hanno vinto 2 a 1 il loro secondo tempo contro la Francia.

Inoltre, hanno fatto onore schierandolo al veterano Eiður Guðjohnsen che esordì nel 1996 a 16 anni contro il l’Estonia, sostituendo niente poco di meno che il padre.

Ma non è tutto azzardo. Li rivedremo molto probabilmente. Non era un fuoco di paglia.

Per arrivare a questi livelli e al traguardo europeo, hanno giocato di pazienza, piazzando dei giocatori in vari campionati del continente.

Sarà surreale vedere 60.000 persone lasciare la Francia in direzione dei vulcani poiché finalmente dall’Islanda con il tempo sono arrivati il doppio dei tifosi della vigilia dell’inizio del torneo. Questa volta davvero, in ogni famiglia era rimasta solo la nonna.

Gli europei perdono un pubblico eccezionale.

0 0 507 04 luglio, 2016 Calcio, Sport luglio 4, 2016

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