Su Marte le pietre continuano a saltare
Pubblicato da

Su Marte le pietre continuano a saltare

Ne avevamo già trattato in precedenti articoli, usando anche una doverosa dose di cautela ed ironia, quando una roccia o simil-tale era comparsa dal nulla davanti al rover Spirit. Uno scienziato ex Nasa aveva accusato l’ente Spaziale di non aver fornito notizie su quello strano accadimento ed aveva portato l’Agenzia persino in Tribunale. Poi tutto si era sgonfiato quando la Nasa, presentando altre immagini, aveva dichiarato che l’oggetto in questione, fotografato su Marte, altro non era che un frammento di roccia staccatosi al passaggio delle ruote del rover marziano e caduto là dove prima non c’era.

La notizia, quindi, si era ridimensionata, tanto da sparire quasi del tutto dalla rete e dalle pagine dei Media.
Ora il fenomeno si è ripetuto. le ipotesi sono due: o il robot marziano riesce continuamente a frammentare rocce e spedirle altrove (il primo automa maldestro della storia), oppure qualcosa si muove davvero sulla superficie del pianeta rosso.

Una nuova sequenza di immagini, scattate nell’arco temporale di sette giorni (il “prima” ed il “dopo” lo vedete nell’immagine in testata a destra), mostra una forma che all’inizio non c’era e poi compare nello stesso medesimo luogo. Una roccia vivente? Una forma animale o magari come si affretteranno a dire dalla Nasa, un’ombra prodotta dallo stesso Spirit (il primo automa spiritoso della storia, d’altronde se lo hanno chiamato così una ragione deve esserci…)?

Vero è che, se osservate attentamente i due scatti (Sol 1836 e Sol 1833), si nota – oltre all’apparizione misteriosa tra le due pietre – che le fotografie non sono prese da un’identica posizione: quella inferiore, dove fa la sua comparsa l’oggetto, ha una prospettiva leggermente sfasata rispetto a quella superiore. Comunque, anche con un angolo di poco diverso, l’oggetto dovrebbe comparire in entrambe le immagini, cosa che non è.
Notate inoltre che la differente posizione genera un’ulteriore anomalia: sulla pietra a destra, qualla con la crepa centrale (Sol 1833) sembra quasi spuntare una “coda” che in Sol 1836 è quasi nulla per l’angolazione dello scatto.

In questo caso la “coda” è un effetto ottico generato dalle diverse posizioni in cui il rover si trovava al momento di scattare il fotogramma. Difficile credere la stessa cosa per l’oggetto tra le due pietre che resta un mistero, almeno sino alla prossima rassicurazione della Nasa.

0 0 3073 24 maggio, 2014 Notizie Strane, Scienze maggio 24, 2014

Sull'Autore

Giornalista, insegnante, webwriter

Visualizza tutti gli articoli di Paolo Somà

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

ADS

DOMINI

CERCA SUL SITO

Spot