Auto alimentate da sacchetti di plastica. Il futuro dell’energia
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Auto alimentate da sacchetti di plastica. Il futuro dell’energia

sacchetti plasticaSacchetti di plastica per alimentare le automobili: fantascienza o prossimo futuro? La risposta giunge da un gruppo di scienziati che ha sviluppato un modo per convertire i sacchetti di plastica, abitualmente utilizzati per fare la spesa, in diesel, gas naturale e altri prodotti a base di benzina. Ma non solo: il particolare processo di conversione delle buste in combustibile, produrrebbe significative quantità di energia, addirittura superiori ai consumi effettivi.

Secondo l’autore dello studio, il dottor Brajendra Sharma della University of Illinois, è possibile ricavare solo il 50/55 per cento di combustibile dalla distillazione del petrolio greggio, mentre dai sacchetti di plastica, costituti principalmente da petrolio, si potrebbe recuperare quasi l’80 per cento di carburante.

Studi precedenti avevano individuato il modo attraverso il quale convertire i sacchetti di plastica in petrolio greggio, ma questa ricerca è la prima a dimostrare che gli stessi sacchetti possono essere trasformati in diesel. Il gruppo del Dott. Sharma ha ulteriormente approfondito il suo studio trasformando petrolio greggio in prodotti petroliferi diversi che possono essere utilizzati per una moltitudine di scopi. I ricercatori sono stati in grado di fondere fino al 30 % del diesel derivato dalla plastica in diesel “normale” senza rilevare alcun problema di compatibilità con biodiesel.

I sacchetti di plastica che vengono gettati ogni giorno, costituiscono una gran parte della spazzatura galleggiante negli oceani e sono responsabili della scomparsa progressiva della fauna selvatica. Ecco i numeri: annualmente vengono buttati centinaia di miliardi di sacchetti e secondo alcune stime solo una busta su otto, viene riciclata. Il resto finisce nelle discariche o in mare.

Trasformare – e quindi riciclare – le buste di plastica in carburante, potrebbe essere quindi un buon modo per riutilizzare oggetti di uso quotidiano, che, se smaltiti in maniera scorretta, possono avere impatti disastrosi sull’ambiente. I sacchetti di plastica raggiungono le acque dell’oceano mettendo in grave pericolo gli uccelli e le altre creature marine che le popolano. Le tartarughe, ad esempio, ingeriscono i sacchetti di plastica scambiandoli per meduse, rischiando di soffocare, mentre altri animali vi rimangono impigliati, senza possibilità di liberarsene.

Naturalmente, i sacchetti di plastica non sono biodegradabili e il loro processo di decomposizione e smaltimento nell’ambiente può richiedere sino a 1.000 anni. Le buste di plastica che usiamo per fare la spesa quotidiana, potrebbero fornire una nuova fonte di carburante, sostenibile ed ecocompatibile. Non gettiamole! Un giorno ci serviranno per andare a scuola o al lavoro!

0 1 1483 15 febbraio, 2014 Scienze febbraio 15, 2014

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