Il mistero di Stonehenge. Ecco cos’hanno scoperto i ricercatori
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Il mistero di Stonehenge. Ecco cos’hanno scoperto i ricercatori

stonehengeIl fascino di Stonehenge, uno dei più importanti monumenti preistorici al mondo, sopravvive immutato da millenni. Perché questo monumentale complesso neolitico è stato costruito? La risposta è, ancora oggi, un mistero, sebbene alcune ipotesi siano state avanzate. Luogo di culto e di sacrifici umani o antico osservatorio astronomico? Forse nessuna di queste teorie. Ma i ricercatori hanno fatto una nuova, sorprendente scoperta. Ecco quale segreto potrebbe celarsi tra le iconiche pietre di Stonhenge.Stonehenge potrebbe essere un gigantesco strumento musicale, un enorme xilofono. I ricercatori hanno trascorso mesi toccando migliaia di pietre e colpendo svariati tipi di roccia differenti, al fine di registrarne il suono emesso. Al termine dei lavori, gli studiosi hanno riscontrato che la maggior parte di queste non produceva che un muto “tonfo”, un suono sordo. Al contrario, i lastroni dalle colline Preseli in Galles del Sud – da dove si suppone provenissero i monoliti utilizzati per erigere Stonhenge-, sembravano “cantare’ e produrre una sorta di melodia.

Le pietre avrebbero una “natura sonora eccezionale”, hanno affermato i ricercatori del Royal College of Art, e questo potrebbe spiegare perché l’uomo neolitico, più di 4.000 anni fa, abbia faticosamente trascinato le pietre a 200 miglia di distanza, sino a Salisbury Plain nel Wiltshire, per costruire il complesso di Stonehenge. Questa rivelazione, potrebbe anche far luce sulla peculiare formazione a cerchio del complesso: tale disposizione, infatti, permetterebbe alle vibrazioni di echeggiare e risuonare al meglio tra le pietre, producendo un “canto”.

La conclusione sorprendente è il risultato di uno studio condotto da esperti del Royal College of Art, i quali hanno confermato che le rocce di Stonhenge producono una serie di suoni metallici, simili a quelli di campane, gong e tamburi di latta, così come suoni più caldi e profondi. Paul Devereux, che ha condotto lo studio con Jon Wozencroftfrom, ha affermato che “ci doveva essere qualcosa di speciale in queste rocce. Perché diavolo portarle dal Galles fino a Salisbury altrimenti?”. In effetti, vi erano abbondanti rocce locali con cui il complesso avrebbe potuto essere costruito. Ma quei lastroni, evidentemente, sono stati considerati speciali e, forse, “magici”.

Per il team di ricercatori, che ha testato rocce provenienti da tutto il Regno Unito per rilevarne le capacità sonore, i lastroni dalle colline Preseli in Pembrokeshire, hanno una sonorità unica, che in nessun’altra pietra è stata riscontrata. Un portavoce del progetto ha dichiarato che si tratterebbe solo di uno studio pilota “di elementi visivi e acustici condotto principalmente intorno e sul crinale Carn Menyn, Mynydd Preseli, a sud- ovest del Galles, l’area di origine di alcuni dei lastroni di Stonehenge, in una zona ancora relativamente incontaminata dal moderno sviluppo”. Jon Wozencroft, a capo del gruppo di ricerca, ha aggiunto che si è trattata di una scoperta davvero magica.

Ma siamo sicuri che il mistero sia  definitivamente risolto?

0 0 1042 08 marzo, 2014 Scienze marzo 8, 2014

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