Super Renzi senza arachidi. Rivoluzione al rallentatore?
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Super Renzi senza arachidi. Rivoluzione al rallentatore?

Sulla possibile squadra di Governo non è il caso di fare nomi. Troppi i “no” già proferiti, a partire da Alessandro Baricco sino ad Andrea Guerra. L’impressione è che la decantata “rivoluzione radicale” di Super Renzi potrebbe trasformarsi in una “radicale minestrina” e che il sindaco di Firenze, Primo Ministro in pectore, almeno per ora, debba accontentarsi, a malavoglia, di indossare non già lo sgargiante costume di Superman, ma il più modesto pigiama di Super Pippo.

La rapida e sbaragliante ascesa di Renzi può vantare ancora un “anticipo”, ossia i dieci minuti con i quali è arrivato prima al Quirinale, nella mattinata di oggi 17 febbraio, per ricevere dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l’incarico a formare il nuovo Governo.
Ma quell'”anticipo” potrebbe essere l’ultimo, perché un conto è mettere da parte Letta, facendo votare un impovviso cambio di velocità al PD, un conto è mettersi d’accordo con Alfano e con lo stesso PD su chi e come far entrare nella squadra di Governo.

Tendere a sinistra (ma Vendola ha già detto “niet”, in caso di presenza di elementi del Nuovo Centro Destra e comunque i numeri di Sel non basterebbero) oppure tendere a tenere Alfano & c. replicando, pari pari, le condizioni operative del Governo Letta? In questo ultimo caso, non sarebbe facilmente spiegabile, al popolo del centrosinistra, per quale motivo sulla sedia di primo Ministro non sia potuto restare lo stesso Letta…

Senza contare che proprio ieri, Angelino Alfano ha ribadito di «non aver alcuna intenzione di dare per scontato il sostegno di Ncd all’esecutivo». Alfano è consapevole che la presenza di Ncd è decisiva per la nascita del governo: senza i numeri dei suoi senatori, l’esecutivo Renzi non può nascere e non è previsto appoggio di Sinistra e Libertà come da “niet” di cui sopra.

Sono proprio questi nodi gordiani alla base del comunicato della responsabile per le riforme della segreteria nazionale del Pd, Maria Elena Boschi che ha annunciato: «Prenderemo qualche giorno». Una laconica nota a margine che fa comprendere quanto le “consultazioni-lampo” che aveva in mente Renzi abbiano già abbandonato il campo prima ancora di entrare in partita.

Per rimanere dentro la metafora, è come se Super Pippo avesse dimenticato di far scorta di arachidi nel cappello e di colpo si trovasse senza poteri a venti metri d’altezza.
E le “arachidi” hanno il volto di Maurizio Lupi e di Beatrice Lorenzin che Alfano vuole negli stessi ministeri che avevano con Letta.
Sono “arachidi” molto tostate.

La cosa buffa è che era stato lo stesso Renzi, un pò di tempo fa, ad usare la metafora dei superpoteri per commentare a Otto e Mezzo su La7, ospite di Lilli Gruber, la proposta sull’Imu del leader del Pdl: «Berlusconi è come Superpippo in campagna elettorale. Si trasforma; se governasse come fa campagna elettorale sarebbe fantastico. Il Pd non deve inseguirlo sul terreno delle promesse, ma fornire la sua idea di Italia ed a quel punto il Cavaliere sembrerà Superpippo quando finisce l’effetto della nocciolina».

Sui paralleli tra Renzi e Berlusconi se ne sono dette tante, ma questa è la conferma che ci deve essere un qualche fondo di verità.

0 0 1871 17 febbraio, 2014 Politica, Politica Interna febbraio 17, 2014

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Giornalista, insegnante, webwriter

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