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Profumo: “Così cambia la scuola italiana”

Ad aprile Francesco Profumo tornerà a fare il professore. Intanto è partito il suo modello di rinnovamento per la scuola pubblica. Dopo l’annuncio del nuovo concorso pubblico per docenti, notizia di pochi giorni fa, il Ministro dell’Istruzione torna alla carica con misure nuove per il settore pubblico italiano. In un’intervista a Repubblica, dopo il suo discorso conclusivo alla Festa della scuola del Pd a Urbino, Profumo scopre tutte le carte. “Ventunomila nuovi docenti entrano in classe fra tredici giorni, presi dalle graduatorie storiche. Altri ventiquattromila saranno insediati a settembre 2013, metà dalle graduatorie, metà dal nuovo concorso che stiamo organizzando. Altri diecimila insegnanti in primavera: metà assunti dalle graduatorie, metà con un bando”. È un’iniezione di personale non indifferente, tenendo conto che l’ultimo concorso pubblico s’era tenuto 13 anni fa. Ma le novità non finiscono qui. L’elemento di rinnovamento viene proprio dai bandi pubblici.” Mai più graduatorie. Da adesso in avanti avremo vincitori pari ai posti disponibili. Chi non riuscirà a passare, ci riproverà in primavera e poi ogni due anni avrà un’occasione. Non formeremo più nuove graduatorie, cercheremo solo di svuotare quella esistente che tante frustrazioni ha creato”. Niente più graduatorie, quindi: solo concorsi pubblici per ottenere una cattedra. Come non affrontare, allora, la delicata questione dei quiz. Ma, anche il questo caso, il Ministro rassicura: “Il test, che si terrà a inizio dicembre, serve come setaccio. E’ necessario avere un numero di esaminando non superiore ai 60-70 mila per preparare dei buoni orali e dei buoni scritti. Faremo i test con domande di carattere logico-deduttivo, alcuni in lingua, inglese, francese, tedesco e spagnolo, e le altre per misurare le competenze informatiche. Dobbiamo avvicinarci all’Europa. La prossima prova sarà inattaccabile”. Prima di concludere, Profumo chiarisce la situazione riguardo i “prestiti d’onore”, le vecchie borse di studio. “Ci ispireremo al modello prevalente nei paesi asiatici. Negli Stati Uniti i prestiti sono troppo onerosi. Si inizierà a restituire dopo aver trovato lavoro e per cinque stagioni”. Una formula di rinnovamento drastica per la scuola italiana, sicuramente dalle grandi ambizioni. Un progetto, però, che non manca di fiducia e determinazione da parte dei suoi ideatori. “Ritorneremo un grande Paese” conclude Profumo. E per essere grandi non si può prescindere dall’Istruzione.

Raffaele Nappi

0 0 638 01 settembre, 2012 Politica Interna settembre 1, 2012

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