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Lezione al Senato del nuovo Presidente del Consiglio

Si è da poco conclusa la presentazione del Governo Monti, primo discorso ufficiale di questo progetto istituzionale.
Assente l’ammiraglio Giampaolo Di Paola che ha avuto la notizia della nomina a Ministro della Difesa un paio di giorni fa, in una sua visita a Kabul, in Afganistan.
I circa 52 minuti di discorso del neo Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana è apparso estremamente preciso e puntuale mostrando già una discreta idea di “percorso politico”. In fase comunque schematica Monti ha citato ogni settore su cui agire direttamente nel tempo concesso al suo team tecnico.
Molti sono stati i punti trattati e su alcuni incombe l’evidente necessità di agire tramite tagli:tra questi la diminuizione del numero delle Province ( con relativi ministeri), fino ad arrivare a toccare la Patrimoniale ( ritenuta dallo stesso Presidente da controllare, ma buona nella forma), discutendo della forza giovanile e della posizione non valorizzata delle donne…Fino a mettere in evidenza anche la difficile situazione delle persone più anziane con relativa proposta di agire sulla distribuzione pensionistica. In merito a quest’ultimo punto Monti ha sostenuto iniqua la distribuzione delle pensioni italiane, molto generosa fino a qualche anno fa e drasticamente ridotta negli ultimi periodi ( citando anche le attuali pensioni “privilegiate”!).
Il discorso ha ricordato molto la sua forte natura di Rettore prima e Presidente universitario dopo; realizzato con una scelta di parole e di enfasi mirata a “rendere il più possibile chiara e puntuale” la propria posizione, misurando l’urgenza della propria repentina nomina e cercando di far trasparire un desiderio di “azione comune”, coincidente con una situazione nazionale molto difficile.
L’idea istintiva che Monti ha dato durante questi minuti di discorso è stata quella di assistere ad una lezione universitaria, il problema tutto nostrano è che di fronte non erano seduti dei giovani ventenni bensì dei “navigati” uomini di politica.
Lo stesso neo Presidente ha ribadito di non volersi misurare “qualitativamente” con nessuno e di avere un profondo rispetto nei confronti della politica, sperando di rendere meno “distante” la realtà politica e istituzionale dalla realtà del comune cittadino italiano. Auspicando in un ritrovato reciproco interesse, che attualmente si è smarrito.
Non abituato a relazionarsi con l'”esuberanza” della nostra classe politica, ha chiesto anche ( con molto fair play!) di appoggiare la propria linea di pensiero non tanto con gli applausi ma con l’ascolto.
Ascolto che , a tratti, e come al solito, è stato chiaramente un desiderio utopistico di chi vive al di fuori della Camera e dal Senato e che ha, purptroppo, poca voce in capitolo.
Nonostante ciò le telecamere del Senato hanno “beccato” volti di parlamentari distatti o occupati in diverse “mansioni”, probabilmente più interessanti; i leghisti sono apparsi discretamente ironici, ma non ci meraviglia affatto questa loro linea di comportamentale.
Monti ha chiesto esplicitamente di coooperare per cercare di riacquistare credibilità istituzionale agli occhi degli altri Stati europei e extra-europei, perché altrimenti l’Italia rischia ( pur riuscendo nell’intento di riorganizzare il proprio deficit)di partecipare solo come spettatore al proseguo dell’esperimento Europa.
Tutto questo a poche ore dalle ultimissime dichiarazioni di Silvio Berlusconi ( ormai ex-premier) che ha ribadito di non sentirsi politicamente defunto, sminuendo l’importanza di questo Governo Tecnico perché anticostituzionale ( non eletto dierettamente dal popolo)e suggellando il discorso con la frase ” il Governo Momnti esisterà finchè lo decideremo noi!”.
Dopo tutto, meravigliarsi della sua incapacità di mantenere un minimo di silenzio costruttivo sarebbe stato vivere nel sogno stesso.

0 0 716 17 novembre, 2011 Politica Interna novembre 17, 2011

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