Italia a doppia velocità
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Italia a doppia velocità

Sembra quasi non essere in Italia quando ti svegli la mattina e leggi sul quotidiano Il Messaggero quanto segue: “il Sindaco più amato d’Italia è Alessandro Cattaneo, primo cittadino di Pavia e vicepresidente dell’Anci. Nella rilevazione 2013, il 68% dei propri cittadini è disposto a rivotare Cattaneo. Si piazza al secondo posto, con il 66% di consensi, il sindaco di Bari, Michele Emiliano, seguito al terzo posto dal sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca (65%).”

Ti senti onorato da domiciliato nella città che piazza il suo sindaco in vetta alla classifica dei più amati tanto è vero che per come gestisce il suo comune, la tua stessa esperienza t’induce a confermare il bene che si pensa del sindaco Pavese. Un veloce sguardo ai suoi compagni da podio regala anche il piacere di costatare che per una Volta non sembra la solita Italia divisa tra bravi al nord e furbi al sud. I sindaci di Bari e Salerno tengono alto l’orgoglio del Mezzogiorno.

Eppure ecco che accendendo il televisore brutalmente ti viene servita l’evidenza che tra nord e sud esiste il centro.  La giornata inizialmente stimolante  di un atipico cittadino Italiano con origini straniere si trasforma nella solita giornata italiana piena di contraddizioni. In Abruzzo, nel Centro Italia, L’Aquila la tua  città di residenza dove hai appena annunciato che sei in arrivo per festeggiare il tuo compleanno circondato dai tuoi concittadini terremotati è di nuovo balzata alle cronache come purtroppo spesso accade da quando il sisma la distrusse il 6 aprile 2009.

I cittadini Aquilani da cinque anni hanno inventato da soli un modo di essere l’alternativa allo Stato, ognuno per sé, per gli altri, per la comunità e tutti per la città. Non si capisce perché le istituzioni abbiano scelto di cominciare la ricostruzione dando precedenza alle opere che non restituiranno lavoro e decenti possibilità economiche ai cittadini. Oltre al dolore che continua a dilaniarli da quel triste 6 aprile, gli Aquilani vivono da qualche giorno la frustrazione di essere rimasti senza il loro sindaco, travolto come alcuni autorevoli esponenti del comune da uno scandalo. A quasi cinque anni dal terremoto, la città aspetta ancora fondi per la ricostruzione ed è stata investita da una nuova inchiesta della Procura per presunte tangenti sugli appalti che, per la prima volta, coinvolge il Comune con in testa il sindaco Cialente.

Come se non bastasse, sempre Il Messaggero riferisce della clamorosa protesta del direttore regionale di Confcommercio, Celso Cioni che si è barricato nella sede di Bankitalia, a L’Aquila, con due taniche di benzina minacciando di darsi fuoco usando un accendino in caso di blitz per sloggiarlo.  Cioni già Candidato sindaco del capoluogo abruzzese ha spiegato i motivi del gesto con una nota. «Mi sono barricato in un bagno della filiale Bankitalia per lanciare grido di dolore dei piccoli commercianti di questa martoriata città’ che costretti dal terremoto a lasciare i propri negozi senza ottenere alcun sostegno e facendo debiti si sono ricollocati alla meglio e sono disperati e con le banche che li tengono quotidianamente sotto pressione. Molti sono esasperati e ricorrono a medici e psicologi o a psicofarmaci per sostenere questo stato di cose di cui non hanno colpe. Come sapete ci sono casi di suicidi. Per questo inizio sciopero fame e sete e chiedo che il governo riveda le condizioni del sistema bancario almeno nei paesi del cratere e della città che è ancora militarizzata e domando se qui possono applicar si le stesse regole di luoghi dove non è successo nulla. Se verranno forzate le porte del bagno dove sono barricato ho con me benzina e accendino. Basta con questa situazione che non meritiamo. Basta». Per fortuna, nel primo pomeriggio Cioni ha abbandonato la Banca d’Italia da una porta secondaria dribblando tutti i giornalisti e senza dare spiegazioni in riferimento al suo gesto”

È difficile schierarsi dalla parte di chi s’inoltra in gesti estremi ma c’è poco da sforzarsi per esprimere solidarietà con gli Aquilani. Meno male che nella sua edizione delle quattordici, il Tg1 Economia mandava in onda un servizio in cui si diceva che dopo due anni di sofferenza la produzione industriale Italiana era tornata a crescere.  Pare che su tutte le piazze europee la settimana sia iniziata con Segno più in apertura di giornata per le principali Borse del Vecchio Continente. “Avvio di seduta positiva questa mattina per Piazza Affari, dopo la chiusura in rialzo fatta segnare ieri. L’indice Ftse Mib, alla prima rilevazione segna un +0,48% a quota 17.326 punti, mentre l’Ftse Italia All Share guadagna lo 0,44% a 18.365 punti” Ho potuto leggere a Milano. Ah, è in aumento anche lo Spread. Che cosa significa per l’Italiano medio non si sa. Fatto sta che La classifica dei Sindaci, favorevole per alcuni insospettabili non ha risolto i problemi del Paese e non sarà forse il sindaco di Firenze Matteo Renzi classificatosi ventiseiesimo a ribaltare la situazione da nuovo Segretario del PD e potenziale Premier.

Tutto questo succede mentre Paolo Sorrentino vinceva il Golden Globe come regista del miglior film straniero nella notte dominicale di Los Angeles. Un film che racconta l’Italia dei giorni nostri con le sue contraddizioni. Gli Americani plaudenti forse pensando al film non capiranno perché l’Euro si appresta a segnare 1,37 rispetto al Dollaro. O forse sì. Del resto Il film s’intitola “La Grande Bellezza”. Quella dell’Italia… Commentando la vittoria, Il regista ha definito l’Italia “un paese folle”. Ha anche aggiunto: «E’ una grande emozione. Grazie Italia, questo è un Paese davvero strano ma bellissimo»… Il belpaese appunto.

 

0 0 1508 13 gennaio, 2014 Politica Interna gennaio 13, 2014

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