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I PRECARI STORICI DELLA SCUOLA DICONO NO AL CONCORSO: 4 SETTEMBRE PRESIDIO AL MIUR

                                                                                                                     Roma 4 settembre 2009

“SE QUESTA È UN’ INSEGNANTE……..”

 

Ore 12,00, prima parte della convocazione degli insegnanti della Scuola Primaria su posti disponibili e vacanti.

Notte insonne…

Mi reco in Via Sebenico, come negli ultimi anni.

Arrivo presto per seguire l’andamento delle convocazioni e prendere visione delle disponibilità rimaste.

Carta e penna, meno uno,più uno,posti che vanno via e altri che si aggiungono.

Facci un’ipotesi di scelta,ma ecco che, colei che si è appena seduta mi soffia il posto….

Allora ripercorro l’elenco delle scuole, ne individuo un’altra sperando non sia nella mente di altri…

Ecco, ne sono certa, per ora è mia!!!

Il Presidente della Commissione continua con le assegnazioni, mentre si sente un sottofondo di voci demoralizzate, ansiose, stanche…

Donne con i propri mariti e con i propri figli, li guardo in volto e vedo la tristezza dell’incertezza che li accompagna e, quasi quasi, mi sento in colpa, loro hanno una famiglia da mandare avanti, io almeno sono sola e potrei cavarmela in qualche modo.

Poi i miei pensieri vengono improvvisamente interrotti da una voce matura,una signora molto più grande di me, potrebbe essere mia madre, mi dice: “Dai, almeno tu sei giovane!” e io rispondo: “Giovane , ma provata!”, eppure mi sento di nuovo in colpa perché non posso arrabbiarmi, poiché devo ritenermi fortunata io che ho appena 10 anni di precariato alle spalle.

Improvvisamente le mie orecchie sono distratte da una un pianto di disperazione,la ragazza che siede al tavolo delle convocazioni non regge più lo stress di questa sventurata giornata. È sicura che in una scuola ci sia un posto, ma non può provarlo, si attacca con speranza al telefono, mentre il silenzio investe tutta l’aula,ma nulla, ogni speranza è vana.

Sentimenti contrastanti mi assalgono:compassione,rabbia,tenerezza….

Mi sento impotente,vorrei sollevare quel tavolo in aria,urlare ai miei colleghi “Ribelliamoci!!!”,ma leggo troppa disperazione sui loro volti,in fondo vogliono solo lavorare per assicurarsi uno stipendio,almeno per quest’anno. È una colpa???Non lo so più…..

Nella mia mente si accavallano i pensieri,si susseguono tante immagini:

il primo giorno da insegnante a scuola,i miei studi,i miei sacrifici,….tutto sembrava così normale in quel momento,per poi rivelarsi un incubo oggi che mi vedo ancora PRECARIA,senza lavoro a tempo indeterminato,senza sicurezza economica,in una totale instabilità psicologica,affettiva,sociale…ecco,per fortuna, i miei pensieri vengono interrotti dal suono di un messaggio sul mio cellulare….

Lo leggo: “Ciao maestra,come stai?Allora,sarai con noi in quinta?Quali quaderni e libri dovrò portare il primo giorno di scuola?Ti voglio tanto bene!”…qui mi alzo e ed esco fuori,ho bisogno di aria….

“Cosa c’entrano i bambini in tutto questo?”,mi chiedo.

Ogni riforma scolastica negli ultimi anni non fa che negare la centralità dell’alunno e calpestare la dignità umana dell’insegnante,eccolo il vero taglio!!!!Tagliano la cultura, i sentimenti,l’entusiasmo,l’essere persona…..

Ore 18.30…dopo circa 8 ore di agonia,scelgo la scuola in cui insegnerò quest’anno….

Per il governo è un giorno di ordinaria amministrazione, per me un giorno di ordinaria mortificazione….

                                                                                                                                                                                                                             Tiziana Gallo

 

ROMA 2 SETTEMBRE 2012

 

 Non sono qui come semplice articolista, ma questa volta come insegnante. Questa pagina la scrissi 3 anni fa.Da qualche giorno un nuovo scoglio : il CONCORSO che dovrebbe immettere in ruolo insegnanti. Ci avevano detto che per contenere la spesa pubblica le nostre graduatorie sarebbero diventate ad “Esaurimento”, cioè sarebbero stati assunti tutti gli insegnanti abilitati , che poi da anni costituiscono una risorsa fondamentale per la scuola pubblica.

Oggi penso  intendessero le  graduatorie come strumento che  ci avrebbe portato all’esaurimento totale.

Alcuni colleghi  quest’anno sono riusciti ad oltrepassare la linea di confine  ottenendo il ruolo, ovviamente saranno felici, ma questa politica , perché è solo politica, anche corrotta aggiungerei, vuole solo metterci in lotta fra noi e dividere l’opinione pubblica. Sicuramente molti condividono l’idea del concorso, perché chi sta in coda, o chi è appena all’inizio del percorso potrebbe vedersi conquistare subito il ruolo. Io però , come tanti e tanti precari della scuola, siamo indignati. Siamo in fila…io da 13 anni, chi da più tempo, non è assolutamente corretto. Noi siamo già vincitori di un concorso, lottiamo da anni per il nostro contratto a tempo indeterminato.

La cosa più raccapricciante è verificare che chiunque metta mano all’istruzione colpisca sempre noi, ma noi insegnanti, non siamo dei numeri, bensì persone, non possono continuare a muovere i fili dall’alto. Io dico no al concorso perché,  dopo 13 anni di insegnamento, lo Stato non può chiedermi di rifare un concorso già fatto, perché oltre ai titoli acquisiti, l’esperienza tra i banchi di scuola mi ha già abilitata l’esperienza( esperienze non solo didattiche , ma umane, che i Ministri ignorano), perché nessuno ha il diritto di calpestare ciò che ho costruito con responsabilità , perché è da 13 anni che offro il mio servizio allo Stato, e aggiungo che in questo lungo arco di tempo ho colmato i vuoti di un’istituzione che fa acqua da tutte le parti, ho subito la burocrazia malata di un Paese che umilia ogni giorno coloro che hanno l’importantissimo compito di formare l’uomo e il cittadino. La SCUOLA ha bisogno di tante cose(strumenti e materiale di facile consumo, risorse umane, strutture sicure) , negate ormai per motivi di riduzione della spesa pubblica, quindi è una contraddizione volere un Concorso che implica costi,soprattutto in un momento difficile per il nostro Paese, e ancor più se poi i candidati al ruolo ci sono già.

Non solo , questo Stato sta ledendo il diritto degli alunni alla continuità educativa e didattica da tempo non garantendo mai gli stessi insegnanti negli anni, e non solo nel corso dell’anno neppure le supplenze. Questo Stato ci ha fatto compare titoli che chiama corsi di perfezionamento, a cui chiunque può accedere pagando enti privati, che con corsi on-line ci hanno  rilasciato poi 3 punti ( stabilendo che ognuno possa conseguire al massimo 3 titoli per un totale di 9 punti, al prezzo modico di circa 500 euro ciascuno , cifra più bassa). Ma che gioco è questo? Se si tratta del gioco della guerra, ricordiamoci la RESISTENZA! Scendiamo in piazza e chiediamo GIUSTIZIA, in un Paese che ha dimenticato ogni etica e morale. La dignità di un lavoratore non ha prezzo, non può sottomettersi a nessuna politica, perché questo ragazzi è un CASO POLITICO, diciamolo pure che i contenuti pedagogici ormai sono marginali per i nostri Ministri.

GIORNO 4 SETTEMBRE  PRESIDIO AL MIUR.

0 0 527 02 settembre, 2012 Politica Interna settembre 2, 2012

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