Case e casini
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Case e casini

In una Italia in preda a trasformazioni impostesi mentre dalla classe politica si aspettava una sterzata che desse alla nazione un impulso decisivo per uscire dal vortice della dilagante disoccupazione, è proprio l’occupazione balzata alle cronache dei giorni nostri a costituire il nocciolo dei dibattiti più accesi specie se coniugata a immigrazione e violenza.

“La casa è un diritto” recita uno slogan soprattutto Forzista usato a volontà ogni volta che si vuol puntare il dito sul Governo Renzi e la sua politica colpevole tra le tante cose di aver aumentato le tasse sull’abitazione. Non può nemmeno essere un dovere sottrarre la casa a chi ce l’ha. È sconcertate come in alcune zone di grandi  metropoli alla stregua di Milano teatro di frequenti scontri, l’attività quotidiana principale da tempo orami di alcuni senza tetto organizzatisi in vere e proprie bande sia di assaltare case con lo scopo di occuparle in maniera permanente, famiglia al seguito.

Vittime di questa disdicevole guerra tra poveri sono soprattutto anziani, pensionati indifesi e spesso malati. Tanto rigore promettono le forze dell’ordine per ripristinare i legittimi proprietari nei loro diritti, tanto spesso sono proprio loro a latitare laddove onesti cittadini altra alternativa non hanno che barricarsi dentro casa per paura di uscire senza potervi più fare rientro.

Davanti all’insostenibile spettacolo di clochard che soprattutto di notte entrano a far compagnia ai degenti di ospedali e case di cura alla faccia dell’igiene dove è buona norma che abbiano accesso solo famigliari e visitatori autorizzati oltre a medici, infermieri e pazienti, le cui difese immunitarie già basse vengono messe a repentaglio da intrusi emarginati, si è forse disarmati, si deve dimostrare empatia ma è fuori da ogni logica aspettarsi che sia la legalità ad arrendersi.

Quando la casa viene tolta con prepotenza a chi se l’è sudata, la carità cristiana o la solidarietà sociale malgrado ogni umana comprensione ben poco possono fare.

Il vero paradosso è che in una Italia dove il vero nemico dell’ambiente è il consumo di suolo (la copertura di terreni vergini o agricoli con asfalto e cemento per costruire case, industrie, strade o grandi arterie autostradali) e dove si calcola che nei prossimi vent’anni si perderanno 75 ettari al giorno,  risultino  ad oggi vuote 7 milioni di case a fronte degli 11 milioni in tutta Europa a conferma del belpaese come la capitale mondiale dello spreco. Proprio il settore edilizio è uno dei quelli che maggiormente si avvalgono della manodopera straniera. Hanno aiutato ad erigere un numero imbarazzante di case sfitte, “no man’s land” per colpa della speculazione e del solito “magna-magna”.

Tutto il territorio italiano è un’opera d’arte creata dall’uomo con l’agricoltura, che, se fatta bene, è un capolavoro artistico. Quando ci saremo mangiato anche il paese, dove andremo ad abitare?

0 0 903 23 novembre, 2014 Politica Interna novembre 23, 2014

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