Non sono Charlie
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Non sono Charlie

A proposito di Religione, Razze, Comunicazione Politica, Libertà di Espressione, Divieto d’ignoranza e licenza di offendere, mentre la riflessione su i tempi che viviamo mi ispirava una conversazione con me stesso pensando a Noam Chomsky, non ho resistito all’impulso di rivolgermi all’Italia scrivendo ai miei colleghi il pensiero che ha prodotto sullo schermo del mio telefonino la lettera che ho condiviso su Facebook.

 

Il Papa ha legittimamente chiesto criterio nel giudizio dopo l’attentato alla rivista “Charlie Hebdo” in Francia e mi stupisce che se la siano presa con lui politici ormai nemmeno più velatamente etnofascisti, insinuando di avere una conoscenza del Mondo che gli permette di insegnare e imporci cosa è giusto fare per tutti. Il clima nel quale si stano imbastendo alibi politici con maestria scientifica per prepararci alla giustificazione del razzismo che noi già conosciamo ma che peggiorerà da qui in poi non è piacevole. Quando un Nero sbaglia e commette un delitto è subito presa di mira tutta la Comunità Nera con buona pace di antropologi improvvisati che ci spiegano la nostra incapacità ad adattarci al progresso (curiosamente appannaggio di alcuni) andicappati dalla melanina di Buffoniana memoria. Quando uno pseudo musulmano scatena la sua furia omicida inneggiano al Corano, vengono ipso facto stigmatizzati tutti i musulmani del pianeta, gente ormai decretata incapace per fede di andare oltre la barbarie.

 

Nelle grandi Nazioni democratiche ed anche multiculturali, le mamme che uccidono i propri figli sono quasi esclusivamente di razza bianca e religione cristiana. I mariti che giustiziano le mogli, violentano le prostitute, le bruciano e sequestrano i loro stessi figli abusando delle figlie sono quasi tutti bianchi e cristiani insospettabili. Ma non ci si azzarda a puntare il dito sulla razza bianca accusandola di essere una razza di depravati senza sentimenti o emotivamente aridi. Semmai, giudicheranno la persona tirando in ballo fantomatici disturbi psichici radicatisi dalla più tenera infanzia dolorosa. Giudicano dunque la persona. L’infanzia non del tutto fiabesca che noi conduciamo solitamente in Africa (e Dio sa quanto è difficile) non ha prodotto 1 miliardo di assassini, abbiate pazienza. Persino a Ferguson hanno accusato di razzismo i poliziotti dalla deontologia claudicante senza estendere la critica alla comunità bianca sebbene noi che il razzismo lo conosciamo ahimè troppo bene sappiamo che i tranquilli mister X razzisti convinti sono più numerosi dei poliziotti zelanti. In Africa Nera, Stati quasi interamente popolati di musulmani come il Senegal sono stati amministrati da cristiani impegnati come l’emblematico presidente Senghor senza che gli indigeni se ne dicessero preoccupati. Situazione inversa in Gabon dove i Bongo sono musulmani a capo di uno Stato maggiormente popolato da cristiani. Dappertutto in Africa Nera le feste cristiane sono festivi nazionali e idem per le feste musulmane. Eppure in realtà l’Islam come il cristianesimo sono religioni piombateci addosso con la colonizzazione. Non hanno assolutamente nulla a che vedere con le nostre culture basiche. Ma mai diciamo “Andate via col vostro Gesù che ci ha portato schiavitù sotto-missione e colonizzazione…” Non ci perdiamo in “Riportatevi il vostro Maometto e il vostro islam a casa… Noi avevamo i nostri Dei e le nostre credenze…” Mai… Mai… Mai… Mai lo facciamo. Ditemi quello che volete ma, non vedo nessuna nazione europea/occidentale raggiungere una democrazia così illuminata sotto quel aspetto. Il terrorismo e le rivendicazioni a sfondo religioso sono assolute novità per noi. Il Mondo ragiona e viene guidato in modo esageratamente eurocentrico. Rendiamocene conto adesso, prendiamone atto e cambiamo rotta. Siamo tutti indignati ma l’indignazione selettiva non può aggiungersi al cordoglio a geografia o geometria variabile. 16 villaggi sono stati rasi al suolo dal terrorismo che impiega materiale militare europeo ieri in Nigeria e tutto questo gran chiasso non lo sento. Sembra addirittura irrilevante menzionare quante persone sono state uccise, talmente sono tante. La moda invece è di mettere sul proprio profilo Facebook “Sono CHARLIE” esattamente come facemmo nel 2001 con le maglie “I Love New York”. Le cose sono peggiorate da allora ma insistiamo nell’errore che genera orrore. Il mio paese natio il Camerun ha chiesto aiuto ieri mattina per far fronte al terrorismo che vi hanno esportato. Rischia di far scomparire il settentrione dove sono nato e cresciuto e dove vivono i miei. Oggi i terroristi primi nemici dell’islam hanno fatto saltare una bambina di 10 anni imbottita di esplosivo in Nigeria, uccidendo 20 persone in un mercato. Ciononostante una manciata di Presidenti Africani è già in viaggio per scendere in strada domani a Parigi al fianco di François Hollande per solidarietà con le vittime delle stragi di questa settimana nella Capitale francese.

 

Da questa parte sembra più importante confortare gli Europei nell’idea che siamo in guerra contro stranieri e musulmani. Il Norvegese Brejvik qualche anno fa uccise un numero imprecisato di persone e lo fece secondo lui nel nome di cristo. Nessuno pensa che il problema sia il cristianesimo. L’8 gennaio ricorreva l’anniversario del giorno in cui 561 anni fa nell’ormai lontanissimo 1454 un Papa (Papa Nicola V- al secolo Tommaso Parentucelli, Italianissimo) firmò la bolla che autorizzò i bianchi a schiavizzare tutti i Neri del pianeta nel nome di Gesù Cristo. Perdonatemi se la data mi ha suggerito altro oltre alla solidarietà per la Francia e “Charlie Hebdo”: Un giorno di lutto per tutta l’Africa e l’Umanità soprattutto se si pensa che la schiavizzazione legittimata dei Neri durò oltre 400 anni facendo in seguito posto a niente poco di meno che la colonizzazione e l’occupazione europea.  Mai nessuno si è preoccupato di rimarginare le nostre ferite. La legge del Karma ci insegna che alcune esperienze hanno radici profonde in un torto commesso nel passato. L’universalismo unilateralmente telecomandato e malaticcio è una chimera che deve essere coraggiosamente estirpata dall’armadio delle possibilità che offre la convivenza.

 

Gli antropologi sanno benissimo che gli Umani si distinguono per individui e per comunità. Eppure alcuni nascondono ormai la scienza dietro il “politicamente corretto o stuzzicante” e sono soprattutto loro che istruiscono la massa sui media. In Africa ci insegnano che quando conosci i difetti del tuo vicino, sai come relazionartici al punto di farlo diventate fratello. La democrazia ha i suoi tabù. Gli europei che mai accetterebbero un nuovo hitler lo sanno bene ma ci vogliono insegnare la convivenza senza diritto alla differenza. La libertà di espressione non dà libero corso alla derisione.

 

Io ho scelto di smettere di essere cristiano e morirò senza diventare musulmano o qualcos’altro dei sistemi religiosi. Troppo, troppo odio nelle religioni. L’ortodossia dell’Universalismo eurocentrico è cattiva consigliera. Sto viaggiando su un treno dopo aver aiutato ad accomodarsi vicino a me una suora cattolica impegnata con il touchscreen del suo telefono portatile. Lei tace ma i discorsi che sento nella carrozza sono allucinanti. Si, perché l’Italiano medio in Italia non sa nemmeno che uno straniero/Nero può aver dimestichezza con la lingua di Dante. Questo la dice lunga sulle carenze del belpaese. Vedete a che livelli siamo. Solo il paninaro (venditore ambulante di panini e bibite sul treno, grande osservatore e penso anche filosofo) mi ha detto “Lei la conosco Dottore. Viaggia spesso Lei.”

 

Povera Italia. Tieni duro. Con la verità e l’educazione aiuterai la Pace. Io non sono Charlie.

 

“Nessuno ha il dovere di amarmi ma nessuno può aver il diritto di linciarmi” (Martin Luther King JR)

0 0 791 11 gennaio, 2015 Politica Estera gennaio 11, 2015

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