Schiavi per un anno: lavorare gratis, sperando di essere assunti
Pubblicato da

Schiavi per un anno: lavorare gratis, sperando di essere assunti

Scriveva Jean Jacques Rousseau: “L’uomo è nato libero, ma dovunque è in catene”.
La riflessione filosofica del grande pensatore francese si adatterebbe bene a quello che sta accadendo in Grecia, ma ancora più adeguato al tema è lo slogan in neolingua “la libertà è schiavitù”, opportunamente convertito dal “bispensiero”, nell’agghiacciante assunto “la schiavitù è libertà”.

Partendo dalle allucinate (pre)visioni di “1984” di George Orwell è più facile (ma non facilmente digeribile) descrivere la proposta avanzata da parte del Kepe, il centro sotto la supervisione del Ministero dello Sviluppo Regionale della repubblica Greca: consentire alle aziende di poter assumere giovani disoccupati al di sotto dei 24 anni senza che questi ricevano il benché minimo stipendio per un anno intero. Si, avete letto bene: SENZA stipendio.

Secondo questa branca del Ministero Greco, una tale soluzione – ossia giovani che lavorano gratis – dovrebbe essere un incentivo per far sì che le imprese assumano under 24, consentendo, inoltre, alle stesse imprese, dopo averli assunti a costo zero di “delocalizzarli”, magari “esportandoli” altrove (all’estero, in ditte affiliate?): infatti attualmente, i giovani greci che cercano un impiego sono così tanti che, pur assumendoli senza pagarli, non sarebbe possibile “stiparli” tutti nelle aziende della madrepatria.

Le ditte greche avrebbero così modo di pescare in un immenso bacino di lavoratori gratis, (termine quest’ultimo che può agilmente essere tradotto con “schiavi a tempo determinato”) ed inoltre, secondo la proposta del Kepe, non sarebbero obbligate a passare vitto e alloggio ai loro operai o impiegati. Così, da un lato le aziende disporrebbero di manodopera gratuita, rimanendo in vita sul mercato ed incrementando i profitti, mentre gli “schiavi” si cullerebbero nella speranza di venire assunti dopo un anno di cinghia tirata. Senza garanzia alcuna, naturalmente.

Ora, se uno appena sano di mente, si mette a riflettere un attimo su tale idea, comincerà ad avere flashback degni di “Lost”: delocalizzare la forza lavoro… assunta senza stipendio… esportando i lavoratori… dove è che abbiamo già visto queste cose? O meglio, quante volte le abbiamo già viste nel corso della Storia?
Quella del Kepe è solo una proposta. Ma quanto ci vorrà prima che qualcuno al Governo greco la prenda sul serio e quanto perchè il nuovo verbo si diffonda nell’Europa della crisi?
E quanto ancora prima che si legga su qualche muro la frase “la schiavitù è libertà”?

0 1 1469 02 febbraio, 2014 Economia febbraio 2, 2014

Sull'Autore

Giornalista, insegnante, webwriter

Visualizza tutti gli articoli di Paolo Somà

1 comment

  1. Pingback: Schiavi per un anno: lavorare gratis, sperando ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

ADS

DOMINI

CERCA SUL SITO

Spot