"Non saranno tagli fatti alla cieca" afferma il premier Mario Monti, in attesa del si della Camera. 217 voti a favore, 40 contrari e 4 astenuti il riscontro in Senato del decreto legge che stabilirà tagli e riassestamento dei costi statali italiani.
Il premier assicura l'efficenza di una manovra finanziaria che fa discutere: "Bondi ha analizzato i tagli da poter effettuare perché derivanti da un'insufficiente attenzione ai costi".
Ma a quanto pare sembra il campo farmaceutico quello più risentito dalla proposta sulla spending review. "Se passa questo decreto - afferma Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria - il medico competente avrà l'obbligo di prescrivere il principio attivo del medicinale, e non più il medicinale stesso. Così facendo l'industria del farmaco perderà tra i 15 e 1 20 mila posti di lavoro".
Anche le Università italiane saranno toccate dalla riforma finanziaria, con un aumento delle tasse per gli studenti fuoricorso. A seconda del reddito famigliare infatti, è previsto un aumento della retta che può arrivare fino al doppio dell'importo inizialmente previsto.
Tra le novità previste, anche la riforma sulle province: il termine "Soppressione" è stato infatti sostituito con "Riordino". Imposta una territorialità minima di 2500 km quadrati e una popolazione di almeno 350.000 abitanti. Verranno inoltre stanziati 100 milioni di euro ad ogni provincia, per la riduzione del debito pubblico.







