Sui roghi di Caronia ancora nessuna certezza
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Sui roghi di Caronia ancora nessuna certezza

Oggettivamente, dopo dieci anni, uno straccio di risposta sui misteriosi roghi ed incendi che avvengono a Canneto di Caronia in Sicilia, si sarebbe dovuto ottenere ed invece, nonostante delle indagini sia stato incaricato persino il CNR, nonché una mezza dozzina di Enti ad alto livello, gli eventi proseguono e le risposte certe latitano.
Passeremo in seguito ad analizzare alcune delle ipotesi più credibili avanzate in questi anni, ma innanzitutto riassumiamo gli accadimenti recentissimi di questi giorni.

Verso il 20 di luglio, dopo una lunga pausa, i fenomeni sono ricominciati con le medesime modalità degli anni precedenti e come in passato gli abitanti di Canneto di Caronia sono tornati a dormire per la strada, molti di essi circondati da secchi di acqua pronta all’uso, estintori e mascherine per impedire di respirare i fumi, a volte tossici, degli incendi.
Il primo cittadino di Caronia, Calogero Beringheli ha rivolto un appello alle cariche politiche regionali e provinciali, alle Forze dell’ordine nonché al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, per risolvere definitivamente il mistero, ridando serenità agli abitanti del borgo, il che, per dirla tutta, suona come un déjà vu, una ripetizione di quello che in questi anni, la popolazione locale ha chiesto senza, peraltro, ottenere certezza alcuna.
Poi, il 23 luglio, a soli tre giorni di distanza, i roghi improvvisi sono ricomparsi all’interno di un capannone di materiale edile davanti alla casa colpita dall’incendio precedente. L’intervento di alcuni volontari della Protezione Civile ha evitato che le fiamme si estendessero. Subito dopo è giunta sul posto una squadra di Vigili del Fuoco specializzata in Ncbr (nucleare, chimico, biologico e radioattivo).

Insomma si è tornati alla situazione di dieci anni fa senza uno straccio di risposta in mano. Ora, a parte le conclusioni avventate del Cicap all’epoca, che aveva archiviato il tutto come opera dell’uomo, conclusioni sulle quali non vale spendere una virgola, le teorie che sono state avanzate in questi anni sono state le più disparate. Lasciando da parte anche le “mysteriche”, restano tra le più credibili quelle collegate al sottosuolo ed alle forze in esso generate.

Un sito piuttosto approfondito, anche se non molto aggiornato, è ricerche/caronia, nel quale si elencano alcune ipotesi. Tra esse quella che mette in relazione i fenomeni di Caronia con la “Triboluminescenza“, comportamento tipico di alcuni minerali, consistente nell’emissione, sotto forma di energia elettromagnetica, di una parte dell’energia assorbita durante uno sforzo meccanico (sfregamento, rottura, sfaldatura). Tali
luminescenze sono indicate con la sigla EQL (Earth Quake Light). Se è vero che le EQL per cause sismiche si sviluppano solo con terremoti di magnitudo superiore a 6, è possibile che le stesse, seguendo le linee di faglia (ed in zona di Caronia sono presenti) riescano in qualche modo a trovare sfogo giusto quel tanto in grado di generare scintille e quindi incendi.

Un altra teoria simile a quella della “Triboluminescenza” è collegata sempre alla compressione fra le rocce in profondità che possono generare terremoti o sfogarsi verso l’esterno delle stesse, sotto il fondo del mare: “una volta raggiunto il fondo non catturano elettroni dall’acqua e si muovono sul fondo stesso. Se la costa è sufficientemente vicina il fenomeno emerge, continua a verificarsi sulla superficie terrestre, espandendosi ed affievolendosi fino a scomparire. A Canneto c’è però la ferrovia che impedisce al fenomeno di attraversarla e le cariche positive si fermano tra la ferrovia e il mare” ossia proprio in quello spazio ristretto dove è sorto il borgo.

Questa ipotesi è forse, allo stato attuale delle cose, la più accreditata ed in parte confermata dagli studi di ricercatori USA che hanno dimostrato come alcuni tipi di rocce, sottoposte ad una compressione su piani paralleli si vanno caricando positivamente sui bordi esterni “con conseguente cattura di elettroni a scapito delle molecole circostanti. A loro volta le molecole impoverite si rifanno sulle molecole più esterne”.

Una volta eliminato l’impossibile (Ufo, microonde emanate da qualche base militare, forze demoniache), ciò che resta, per quanto improbabile, deve essere la verità ed è forse proprio in direzione delle gigantesche forze delle faglie tettoniche, dei loro movimenti e delle conseguenze collegate a questi ultimi che dovrebbero concentrarsi le attenzioni degli inquirenti.

0 0 2082 03 agosto, 2014 Cronaca, Scienze agosto 3, 2014

Sull'Autore

Giornalista, insegnante, webwriter

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