Italia: da qua se ne vanno tutti
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Italia: da qua se ne vanno tutti

Parafrasando, senza grande sforzo, il refrain di Goodbye Malincònia (da “il Sogno Eretico”, 2011), possiamo affermare che “Da qua se ne vanno (veramente) tutti“.
Caparezza aveva visto giusto, sebbene in quel caso non ci volesse una grande fantasia per capire che la fuga dall’Italia in crisi era iniziata, anche se – va detto per correttezza – il Capa è riuscito a intuirlo prima e, con testi chiari, lo ha descritto dettagliatamente, attirandosi le solite critiche di una classe politica che se la prende con un cantautore/rapper anziché ammettere il proprio fallimento epocale.

La “grande fuga” di nostri connazionali all’estero (non solo “cervelli”, ma individui di ogni ceto e censo) iniziata anni fa e taciuta belluinamente da buona parte dei Media “mainstream”, ora tocca vertici dolomitici. Nel 2013 gli emigrati, alla ricerca di un posto di lavoro, sotto i quarant’anni sono cresciuti dell’81%.

Nel 2013, stando ai dati dell’Aire (gli uffici ministeriali che registrano i trasferimenti dei cittadini in altre nazioni), i residenti in Italia che hanno lasciato il paese sono aumentati del 19%, (nel 2012 era stato il 30%). Gli emigrati erano 61 mila nel 2011, mentre oggi si toccano quasi i 100 mila.
Come è poi possibile osservare nel grafico dell’immagine, nel 2013, la meta più ambita, non già per le vacanze, ma per tentare la sorte nel mondo del lavoro è stata l’Inghilterra. Il 71% di cittadini italiani, tra i 20 ed i 40 anni hanno scelto il Regno Unito per l’espatrio (il dato complessivo riguardante tutte le fasce d’età è dell’81%). Naturalmente questo sempre in base ai dati Aire, ma sicuramente le percentuali sono più alte, in quanto soltanto un italiano su due è solito comunicare il suo trasferimento all’estero al Ministero.

Nella “classifica” dei paesi scelti per l’espatrio dei nostri concittadini la Gran Bretagna la fa da padrona con 12.904 espatri, seguita dalla Germania (11.713), Svizzera (10.300), Francia (8.342) e Argentina (7.496). Anche il Brasile sta diventando una destinazione ambita ed ha raggiunto il sesto posto, superando gli USA.

0 0 1450 12 maggio, 2014 Cronaca, Economia maggio 12, 2014

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Giornalista, insegnante, webwriter

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