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Allarme bomba a Mosca: sospeso il processo alle Pussy Riot

Sembra non ci sia tregua per il processo alle Pussy Riot, le tre ragazze del gruppo punk femminista russo che rischiano una pena di sette anni di carcere a causa di un loro gesto definito dalla stampa locale “anticonvenzionale”: le tre giovani hanno fatto irruzione nella cattedrale moscovita di Cristo Salvatore perchè volevano suonare una canzone-preghiera contro il presidente Putin.

L’udienza, iniziata ieri, è stata interrotta più volte dai ripetuti malori delle imputate, a causa delle cattive condizioni che sono costrette a sopportare per la loro detenzione. Il motivo principale del malessere sembra la denutrizione, e ciò ha portato ad un viavai di ambulanze che hanno preso d’assalto il tribunale per curare le cantanti.

Dopo la sospensione, il processo è stato rinviato a oggi, ma un altro spiacevole episodio ha impedito il normale svolgimento dell’atto in corso: la portavoce del tribunale Khamovnichesky di Mosca ha infatti invitato tutti i presenti, circa 40 persone tra avvocati e giornalisti, ad allontanarsi dall’aula e a evacuare il posto, senza dare una motivazione precisa. Il motivo, hanno annunciato in un primo momento le agenzie, sarebbe stato reso noto più tardi, ma c’è stata una fuga di notizie che è stata messa in rete da Mark Feigin, uno dei legali delle imputate. Sul suo profilo Twitter ha scritto: “Ci dicono che c’è stato un allarme bomba. La conferma arriva poco dopo dal servizio radiofonico russo che sostiene che una telefonata al tribunale abbia annunciato dell’imminente pericolo.

Al momento non ci sono ulteriori aggiornamenti, se non che il giudice che si occupa del caso, Marina Syrova si è ritirata per decidere sulla richiesta di ricusazione che è stata presentata nei suoi confronti dalla difesa.

Intanto le Pussy Riot hanno fanno proseliti anche in Ucraina. Il teatro della protesta è stato la cattedrale di Vladimir a Sebastopoli, città ucraina russofona, dove un gruppo non ancora precisato ha tentato di emulare il gesto delle tre cantanti durante una messa. Fortuntamente, secondo quanto riferito dall’agenzia Interfax, i preti e i custodi del luogo sacro sono riusciti a bloccare i dimostranti, che volevano filmare, con grande orgoglio, il loro blitz.

Krizia Ribotta

0 0 801 02 agosto, 2012 Cronaca Estera agosto 2, 2012

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