• Oscuri presagi? I nuovi Aruspici della fotocamera digitale
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Oscuri presagi? I nuovi Aruspici della fotocamera digitale

Se fossimo ancora Etruschi, i nostri Aruspici, in sessione plenaria, avrebbero divinato oscuri presagi. Allo stesso modo, se fossimo Romani, i sacerdoti avrebbero consultato i “libri rituali” di derivazione etrusca, scoprendo nella sezione “fulgurales” segni di sventura e in quelli “rituales” strane ed inquietanti coincidenze; avrebbero poi aperto i libri Acheruntici, sgranando gli occhi, ma sarebbero impalliditi, scorrendo la sezione “Ostentaria”, quella che concerneva l’interpretazione dei prodigi, incrociando i segni ed i simboli raccolti.

Considerate che l’Aruspicina (ossia la complessa dottrina divinatoria etrusca rivelata) venne utilizzata dai romani sino alla fine dell’Impero e che addirittura un Papa se ne servì, nel corso di una delle molte invasioni barbariche, richiamando all’interno della cinta vaticana gli antichi Aruspici ed Auguri, nella speranza che potessero placare l’ira delle divinità pagane sulla città eterna e fermare, così, la violenza dei nemici.

Se fossimo ancora Etruschi o Romani, i segni ed i simboli che si sono succeduti davanti ai nostri occhi in questi ultimi mesi, in particolare i “monstra” (prodigi di vario genere) ed i “fulgura” (folgori), ci avrebbero convinto che sta per accadere qualcosa di estremamente grave sotto il tetto del cielo.

Naturalmente ci siamo evoluti… o almeno così, in apparenza, sembra. Eppure la ricerca di spiegazioni ai segnali celesti non ci ha abbandonato, come se dal nostro subconscio facesse capolino un istinto arcaico, per non dire atavico.

Fotografi e cameraman improvvisati o meno, appena scovano un fenomeno simbolico che può essere associato a fatti positivi o negativi, lo immortalano e ne traggono auspici fausti od infausti, come se questi novelli Aruspici avessero sostituito, inconsapevolmente, il fegato di animale (strumento cardine dell’ars aruspicina) con i pixel della fotocamera digitale.

Vediamoli, dunque, questi prodigi recenti, partendo dall’ultimo in ordine di tempo (li potete scorrere nella galleria fotografica). Un paio di giorni fa le colombe lanciate dalla finestra del Papa, nel corso della funzione domenicale, sono state intercettate da un corvo e da un gabbiano e quest’ultimo ha dilaniato quello che abitualmente è riconosciuto come il simbolo della pace. Facile l’interpretazione dell’evento in chiave negativa. C’è poi chi si spinge oltre e riconosce nel presagio ciò che potrebbe accadere tra le mura vaticane, oppure vede avvicinarsi un conflitto su larga scala.
Nessuno ricorda però il gabbiano che si era posato sul comignolo della cappella Sistina poco prima dell’elezione di Papa Francesco. Era stato additato quale fausto presagio di futura e rapida elezione, come poi avvenne da li a poco. Qualcuno in Rai, nel corso della diretta ebbe l’idea di associare il pennuto al simbolo della TV di Stato… non crediamo che abbia fatto lo stesso dopo l’attacco del gabbiano alla colomba.

Pochi giorni prima dell’assalto alle colombe, una marea di fulmini (fulgura) ha colpito la statua del Redentore a Rio de Janeiro, scheggiando un dito del gigantesco manufatto. Altro gramo presagio che, anche in questo caso, potrebbe avere a che fare con la figura del Papa o della Chiesa. Bergoglio proviene -guarda caso- dal Sud America, o…. dalla “fine del mondo” come lui stesso ha dichiarato, fresco di anello petrino. Quale “mondo” poi debba finire, questo è un altro paio di maniche.

Di accezione positiva è invece l’immagine scattata a distanza di qualche ora dall’elezione di Papa Francesco: una suggestiva nuvola a forma di angelo ripresa nel cielo di Palm Beach in Florida e postata in rete da alcuni utenti di Facebook che si chiedevano (più Aruspici di così…) se si trattasse di un “nuovo segno divino”.
“Nuovo” in quanto avrebbe dovuto, in qualche modo, bilanciare l’infaustissimo presagio che i fotografi Alessandro Di Meo, dell’agenzia Ansa, e Filippo Monteforte per Afp, immortalarono su pellicola all’annuncio delle dimissioni di Papa Benedetto XVI e che fece il giro di tutti i giornali digitali e cartacei del mondo. Il fulmine sul cupolone, così netto e preciso, venne interpretato come un segno dell’insoddisfazione divina, non già per le dimissioni in sé, quanto piuttosto per le cause non dichiarate che portarono il Papa a formulare “il gran rifiuto”.

Sono tutte potenti simbologie che avrebbero allarmato non poco i venerandi Auguri dell’epoca di Cicerone.
Ma noi ci siamo evoluti… non è vero?

0 0 1699 28 gennaio, 2014 Notizie Strane gennaio 28, 2014

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Giornalista, insegnante, webwriter

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