Fingere il futuro che non è arrivato
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Fingere il futuro che non è arrivato

Da tempo rimbalza in rete la notizia, spacciata per sensazionale, dell’uscita sul mercato nel 2015 delle Nike modello “Power Laces” ispirate al sequel di “Ritorno al futuro” (parte 2), proiettato nel lontano 1989. Naturalmente l’azienda non ha confermato se le scarpe replicheranno esattamente quelle del film o saranno soltanto un modello ispirato al tipo di allacciatura vista nella pellicola della trilogia con Michael J. Fox.

Nel primo caso la Nike dovrebbe mettere in commercio un prodotto non solo in grado di allacciarsi da solo (magari con un paio di magneti l’operazione potrebbe anche essere realizzabile), ma pure capace di automodellarsi in base alla misura del piede, cosa, quest’ultima non troppo replicabile con le attuali conoscenze, a meno di non tirare in ballo qualche misteriosa retroingegneria di materiali autoplasmanti sottratta al (presunto) abbraccio mortale di Roswell…

La notizia vera e propria è che non si tratta di una novità, quanto piuttosto di una (ri)uscita sul mercato, perché già nel 2011 la Nike aveva prodotto circa 1500 paia di scarpe “MAG”; si trattava di una tiratura limitata per un asta su Ebay che aveva lo scopo di raccogliere fondi per “la Michael J. Fox Foundation”, organizzazione che sovvenziona la ricerca per combattere il morbo di Parkinson, di cui soffre, tra l’altro, lo stesso attore di “Ritorno al futuro”.

E’ molto probabile quindi che l’edizione del 2015 delle “Power Laces” sarà identica a quella sfornata nel 2011. Non già autoallaccianti, ma munite, tutt’al più, di un paio di batterie integrate della durata di 5 ore che le renderanno luminose al buio.

Un poco deludente come offerta, considerando che il 2015 è proprio l’anno in cui si svolge il secondo capitolo della saga di “Back to the Future” dove compaiono le scarpe autoallaccianti, il giubbotto adattabile e lo skateboard a cuscino d’aria (uno simile, a levitazione magnetica lo si è visto in questi giorni, ma funziona solo con del rame come base, praticamente ingestibile altrimenti).

E’ triste, ma così facendo la Nike finge un futuro che non è mai arrivato. Dal 1985 Marty McFly era piombato in pieno 2015. Ora il 2015 è domani, ma di quel futuro a levitazione magnetica e di quelle tecnologie non c’è traccia nel nostro oggi. E così. come in un beffardo gioco di specchi, Michael J. Fox/McFly vede il 2015, ma di quella previsione antica tutto quello che resta è un paio di scarpe esteticamente simili.
Tecnologicamente finte.

D’altronde questo è il destino dei film di fantascienza che, in un modo o nell’altro, portano il peso di una data. Ancora stiamo aspettando il mondo di Metropolis e nessun monolite nero s’è visto nel 2001. Ma almeno in quel caso, non si è avuto sentore di una qualche azienda o catena commerciale cui sia balenato in mente di costruirne uno in plastica sulla luna.

0 0 714 24 dicembre, 2014 Cinema, Moda, Notizie Strane dicembre 24, 2014

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Giornalista, insegnante, webwriter

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